Uno sciopero di Auchan
Uno sciopero di Auchan

Nerviano (Milano), 22 novembre 2019 - C’è preoccupazione per le sorti del supermercato ex Auchan di Nerviano. Al pari di altri 17 supermercati destinati ad entrare nella galassia di Conad non si conosce il destino, perché sino ad oggi, nelle poche occasioni che le organizzazioni sindacali hanno avuto di confronto con la nuova proprietà, del destino di questo spazio vendita non si sa nulla. Probabilmente, non rientrando tra quelli redditizi, la nuova proprietà sta vedendo di cederlo ad altro operatore. E’ solo un’ipotesi, che comunque non può lasciare tranquilli i lavoratori. La quasi totalità dei lavoratori oggi occupati in questo spazio ha 30 e più anni di anzianità. Tra loro ci sono intere famiglie (almeno quindici i casi di marito e moglie occupati nello stesso magazzino). Auchan pagava 2 milioni di euro di affitto all’anno per occupare lo stabile destinato alla vendita. Una zavorra per il nuovo gestore. C’è annessa una galleria che, paragonata a quella dell’ex Auchan di Rescaldina o ad altri centri commerciali, non è fortemente attrattiva (e alcuni negozi stanno chiudendo proprio in questo periodo). In tutto ci lavorano circa 240 persone (170 nel supermercato). Erano di più nel 2015 quando, con i primi sintomi della crisi che costarono 1.400 posti di lavoro in meno nei supermercati Auchan, 30 persone del negozio di Nerviano furono messe in mobilità. E in questi anni altri si sono dimessi volontariamente. Sulla vertenza ex Auchan il sindacato continua ad essere molto attento. 

Preoccupazione anche a Rescaldina. "Nell’elenco dei 21 iper e supermercati che passarebbero a Conad c’è quello di Rescaldina – affermaVincenzo Bevilacqua, segretario della Filcams Cgil Ticino-Olona -. Ma chi è Conad? Sono delle coopertative associate. Rescaldina a chi andrà? Ad una delle due grosse cooperative esistenti in Lombardia o ad altri. Questa incertezza, questo non sapere con chi confrontarsi, è una delle questioni più problematiche. Noi comunque ribadiamo che ogni nostra azione sarà volta alla difesa dei livelli occupazionali e alla difesa dei diritti acquisiti dai lavoratori. In questo senso prevedo un mese di dicembre veramente caldo».