Sara Del Mastro
Sara Del Mastro

Legnano (Milano), 29 novembre 2019 - Preoccupato. Giuseppe Morgante sta vivendo con angoscia l’avvicinamento all’udienza del 19 dicembre, quella durante la quale probabilmente il giudice per le udienze preliminari stabilirà se accettare o rigettare la richiesta di patteggiamento di una pena detentiva di cinque anni per Sara Del Mastro, la trentottenne che una sera di inizio maggio ha aggredito Morgante lanciandogli in faccia dell’acido. Oggi, quasi sette mesi e numerosi interventi chirurgici dopo, Morgante è preoccupato. 

Anche se, su richiesta della Questura di Milano, la donna dovrà seguire un «percorso trattamentale di superamento delle distorsioni comportamentali sottostanti ai delitti commessi» dopo la sua scarcerazione, il giovane ha paura. Ha paura che la richiesta della difesa di patteggiamento, che pare stia trovando d’accordo anche la pubblica accusa, possa trovare accoglimento. «Questo vorrebbe dire che una persona che ha commesso un atto così orribile e violento, una persona socialmente pericolosa come è attualmente Sara Del Mastro potrebbe godere magari della semilibertà nel giro di due o tre anni. Questo è inaccettabile, non si tratta di un incidente stradale avvenuto per una distrazione o un errore: è un atto premeditato».

A suonare l’allarme è ancora una volta Domenico Musicco, legale di Giuseppe Morgante, che pone l’accento sui rischi sociali che un patteggiamento nel caso di un reato del genere potrebbe avere.  «Se il giudice per le udienze preliminari accettasse il patteggiamento - sottolinea -, Sara Del Mastro non sarebbe neppure ricoverata in una struttura specifica che possa aiutarla. Anzi. Rimarrebbe in carcere e dopo poco tempo sarebbe di nuovo libera. A cosa potrebbe servire un trattamento psicologico di un anno al termine di un periodo di detenzione così breve da non garantire un reale cambiamento in questa donna? Come potremmo pensare che i problemi che l’hanno condotta a compiere un’aggressione del genere si possano risolvere nel giro di due o tre anni e per giunta in una struttura non specializzata?» si chiede l’avvocato.

La richiesta di Morgante e del suo legale quindi sarebbe quella di avere, anche con la possibilità di rito abbreviato - che prevederebbe uno sconto di un terzo della pena, ma renderebbe il procedimento più snello e veloce -, un processo senza patteggiamenti e che quindi potrebbe presupporre anche una richiesta di condanna più consistente. Anche in virtù della premeditazione, che potrebbe aumentare di un terzo la pena, si potrebbe avere una condanna congrua rispetto al reato che Sara Del Mastro ha commesso». 

La richiesta dell’avvocato della parte offesa non quantifica la condanna che vorrebbe chiedere, ma la mente non può che andare a casi di cronaca simili. Che hanno visto l’aggressore essere sottoposto a una detenzione di almeno una quindicina di anni. «Quelli erano casi in cui ad essere aggredite con l’acido erano state donne - tuona Musicco -. Sembra quasi che Sara Del Mastro possa essere meno pericolosa di un uomo e questo è inaccettabile». Il legale quindi passa al contrattacco: «Depositeremo una memoria nella quale chiederemo al gup di rivedere il capo di imputazione. Questo non per punire chi ha commesso un gesto così feroce, ma per fare in modo che possa avere una riabilitazione reale e concreta e che chi è stato aggredito non debba avere paura e possa ottenere una reale giustizia».