Alessandro Pelizzari con Rodrigo D’Erasmo e Manuel Agnelli
Alessandro Pelizzari con Rodrigo D’Erasmo e Manuel Agnelli

Magenta (Milano), 14 aprile 2018 - Dalla giacca e cravatta quotidiane al «giorno da star», ma sempre nei panni da lavoro. Il magentino Alessandro Pelizzari, oggi titolare dell’azienda di famiglia Grafiche Olivares di Robecco sul Naviglio, è un affermato professionista, ma trent’anni fa era un promettente batterista e tra i soci fondatori degli Afterhours, la band capitanata da Manuel Agnelli, artista poliedrico e ultimamente giudice a X-Factor. L’altra sera sul palco del Forum di Assago c’era anche Pelizzari. «È stata un’emozione unica. Ma al di là del concerto bellissimo, con un Manuel Agnelli ormai artista di livello internazionale, la cosa più bella è stata ritrovarsi a suonare con gli amici di trent’anni fa. Il tempo quasi magicamente non sembrava essere trascorso». «Manuel - racconta Pelizzari - mi ha parlato di questo concerto celebrativo un mese e mezzo fa circa. Mi ha chiamato dicendomi che mi doveva fare una proposta…». 

Detto, fatto. «Ci siamo rivisti tre settimane in un pub qui a Magenta. Lui ha insistito tanto, io gli ho fatto presente che, malgrado la batteria sia sempre presente nel mio ufficio di lavoro, avevo un po’ giù la mano». Ma, evidentemente, Pelizzari ha voluto tenere un profilo basso, visto il messaggio di complimenti che Agnelli gli ha inviato dopo il concerto dell’altra sera. Un riconoscimento prezioso e un segno d’amicizia tangibile. «Chissà - sospira - se avessi continuato a suonare… Ma sono contento così». Pelizzari la musica non l’ha mai abbandonata. Anzi, è una questione di famiglia. Lui colonna portante della fanfara dei bersaglieri di Magenta e la figlia nell’orchestra di Totem.

Quella che Alessandro e i musicisti degli Afterhours chiamati a prendere parte a questa eccezionale reunion davanti a oltre 11mila spettatori in un Forum di Assago stracolmo hanno vissuto è stata la classica sera da raccontare ai nipoti davanti al caminetto. «Un ambiente fantastico, ma anche una professionalità incredibile - osserva Pelizzari -. È stato bellissimo vedere un pubblico così appassionato, gente che conosceva tutte le canzoni, alcune molto vecchie e inedite».  «Quello degli Afterhours è stato un percorso artistico - sottolinea il magentino - che ha seguito la maturazione di Manuel. Sono molto orgoglioso di essere stato chiamato da lui per questa serata. Significa che a mio modo ho lasciato anch’io un segno».

Per Pelizzari è stato un momento speciale da condividere soprattutto con la famiglia. «Mi hanno aiutato sia mia moglie sia mia figlia, che mi ha accompagnato anche per le prove. È servito sdrammatizzare la situazione, che obiettivamente non è da tutti i giorni».  «Sono salito sul palco davvero in giacca e cravatta, anche perché ormai quegli abiti da rocker che mettevo trent’anni fa non li ho più. Quando l’ha saputo, Manuel ha detto che sarebbe stato bellissimo così. E infatti così è stato».