L’inceneritore dei rifiuti Accam di Borsano:. un impianto in attesa del piano di ristrutturazione
L’inceneritore dei rifiuti Accam di Borsano:. un impianto in attesa del piano di ristrutturazione
I 27 sindaci soci di Accam sono di nuovo convocati in assemblea martedì 2 marzo e per quella data il cda dovrebbe presentare un nuovo piano di ristrutturazione e di rilancio della società, per evitare il fallimento. Potrebbe essere l’ultima chiamata per il salvataggio perché, come ha detto il sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli, l’altro giorno nella commissione congiunta, "Non c’è più tempo da perdere"....

I 27 sindaci soci di Accam sono di nuovo convocati in assemblea martedì 2 marzo e per quella data il cda dovrebbe presentare un nuovo piano di ristrutturazione e di rilancio della società, per evitare il fallimento. Potrebbe essere l’ultima chiamata per il salvataggio perché, come ha detto il sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli, l’altro giorno nella commissione congiunta, "Non c’è più tempo da perdere". Quindi servono provvedimenti urgenti. La prossima commissione è in programma lunedì primo marzo, quindi il passo successivo per l’amministrazione bustese è l’approvazione in consiglio comunale dell’atto di indirizzo che Antonelli ha già illustrato. Un documento che punta a evitare il fallimento mettendo in sicurezza la società e pa rospettate un nuovo piano di gestione dello smaltimento dei rifiuti. Il fallimento ha detto Antonelli, sarebbe disastroso per il comune ma ha anche ribadito "che è impossibile salvare Accam senza termovalorizzatore".

Intanto, nei giorni scorsi, la rappresentanza unitaria dei lavoratori di Accam ha incontrato il sindaco di Legnano Lorenzo Radice e l’assessore alle Società partecipate Alberto Garbarino: i due amministratori legnanesi hanno spiegato la linea che seguirà Legnano, figlia delle linee di indirizzo approvate in consiglio comunale. "L’amministrazione comprende perfettamente la preoccupazione recentemente manifestata dai lavoratori di Accam - ha spiegato Radice -; concordiamo sul fatto che anni e anni di gestione inefficace abbiano portato alla situazione critica in cui versa oggi la società; situazione che non permette più di perdere tempo. Ai lavoratori ho ricordato come, a partire da novembre, il Comune di Legnano ha voluto affrontare la questione: secondo noi non si salva l’impianto, di conseguenza il lavoro degli addetti, riportandolo semplicemente in funzione nella condizione antecedente al fermo. Lo si salva innovandolo profondamente, trasformandolo nella direzione dell’unica scelta oggi possibile, quella dell’economia circolare e della sostenibilità, tanto economica quanto ambientale".

Rosella Formenti

Paolo Girotti