Auto e camion utilizzano la strada di servizio riservata al Consorzio  ET Villoresi incuranti di divieti e possibili sanzioni Nel riquadro  il presidente Alessandro Folli
Auto e camion utilizzano la strada di servizio riservata al Consorzio ET Villoresi incuranti di divieti e possibili sanzioni Nel riquadro il presidente Alessandro Folli

Abbiategrasso (Milano), 12 marzo 2019 - Auto, camion e scooter che sfrecciano sull’alzaia del Naviglio per evitare il traffico mattutino sulla Vigevanese; sfiorando pedoni e ciclisti. È quanto accade ogni giorno nel tratto che costeggia il Naviglio Grande tra Abbiategrasso e Gaggiano; sopratutto tra le 7 e le 8.30, quando sulla strada parallela che porta a Milano si forma un lungo serpentone di automobili rallentate dai semafori. I “furbetti” entrano sulla strada di servizio che dovrebbe essere percorsa solo dai mezzi del Consorzio Est Ticino Villoresi all’altezza di Mendosio o di Vermezzo, in quest’ultimo caso sfruttando la zona industriale, e spesso la percorrono interamente fino a Gaggiano. Parliamo di circa 6 chilometri di strada molte stretta e priva di protezioni che evitino ai mezzi il rischio di finire nel Naviglio. Stando a quanto ha raccontato un residente di Vermezzo che ogni giorno passeggia in quel tratto, la presenza di veicoli che sfrecciano a tutta velocità è quotidiana, ma si intensifica verso la metà della settimana, quando è maggiore anche il traffico sulla parallela Vigevanese.

Le scene alle quali si può assistere in quell’ora e mezza della mattina sono molteplici. Dalle auto che sfiorano i ciclisti, costretti a spostarsi sull’erba laterale (in quel tratto le bicilette sono "tollerate", come dice la cartellonistica verticale), fino all’incrocio auto-trattore; o ancora peggio trattore-camion, che costringe uno dei mezzi a invadere il fianco dell’alzaia e l’altro a sfiorare il bordo del canale. Il Consorzio Villoresi ha spiegato che il passaggio è consentito solo ad agricoltori, camion del latte e residenti sul frontale: "È la Polizia locale del singolo Comune che deve effettuare i controlli - spiega il presidente del Consorzio, Alessandro Folli -. Ovviamente noi non abbiamo l’autorità per fare le multe. Scriveremo ai Comuni e alla Regione per segnalare questo problema, per questioni di sicurezza e perché ogni anno dobbiamo spendere una barcata di soldi per sistemare le sponde danneggiate". Ad oggi pare che gli unici controlli dotati di una qualche efficacia vengano effettuati saltuariamente dai Carabinieri, nell’ambito del contrasto allo spaccio che avviene nelle campagne retrostanti.