Legnano, 13 marzo 2012 - Si era fatto dare mille euro per concedere credito, ma anche un'automobile, un televisore e altro denaro. Alla fine il gioco del direttore di banca è finito ieri mattina. Giulio Allegretti, 41 anni direttore della filiale Intra di Legnano è stato arrestato con l'accusa di estorsione per aver preteso e incassato una mazzetta di 1.000 euro da una famiglia di imprenditori , in rapporto finanziario con l'istituto di credito da molti anni e senza alcuna difficoltà economica.

Il dirigente aveva accampato alcune difficoltà per una linea di credito e aveva chiesto appunto una tangente di 1.000 euro per firmare la delibera, nonostante il finanziamento richiesto fosse modesto, 40mila euro. Allegretti è stato arrestato dai carabinieri di Castellanza i quali avevano visto l'incontro tra il direttore delle filiale di banca e l'imprenditore. La consegna è avvenuta fuori dagli uffici della banca, secondo un meccanismo già rodato.

L'imprenditore, residente nel Varesotto, è arrivato in macchina davanti alla banca, ha fatto salire il direttore sulla sua auto, facendo poi alcuni giri dell'isolato. Lungo il tragitto è avvenuto il passaggio della busta con i mille euro . L'auto si è poi fermata nuovamente vicino alla banca, il direttore è sceso per entrare in ufficio, mentre l'imprenditore si allontanava. A quel punto i militari sono intervenuti e dalla perquisizione è spuntata fuori la busta incriminata. L'uomo ha spiegato che il denaro gli era stato dato dal cliente perché venisse versato, un comportamento normale, adottato a favore di alcuni clienti per non far perdere tempo in fila allo sportello.

Un alibi che non ha retto. Allegretti è stato arrestato con l'accusa di estorsione aggravata dall'abuso di potere del direttore di una filiale di banca. Questo infatti non è stato l'unico episodio in cui il direttore aveva chiesto e ottenuto favori economici dall'imprenditore per non bloccare le sue pratiche bancarie. Era un anno, da quando cioè Allegretti era entrato in carica, che l'imprenditore assecondava le richieste del direttore vendendogli la sua automobile a metà prezzo, regalandogli un televisore Hd e consegnandogli in momenti diversi altro denaro, almeno 3500 euro in cambio di mutui e fidi, assolutamente indispensabili per continuare ad esercitare la propria attività d'impresa.

L'ultimo episodio ha convinto l'uomo a raccontare tutto ai carabinieri di Castellanza una settimana fa. Ieri l'arresto e oggi al Tribunale di Milano si è tenuta l'udienza di convalida e il successivo giudizio direttissimo. Sono in corso ulteriori accertamenti per identificare eventuali altre vittime. Il pm Maurizio Ascione, titolare dell'indagine, sospetta infatti che anche in altre occasioni e a diversi clienti il direttore abbia chiesto dei soldi «extra».

"FACEVO SALTARE LA FILA" - Il direttore si è giustificato con il giudice della sezione direttissime che stamattina ha convalidato l'arresto, disponendo la misura della custodia ai domiciliari. La sua posizione si è aggravata intanto: l'uomo avrebbe imposto alla vittima di vendergli per 10mila euro un Suv che ne valeva 20mila per mettere all'incasso due assegni da 40mila euro che sosteneva non fossero coperti, quando in realtà l'imprenditore aveva fidi per importo ben superiore.