Un passaggio in quota della ZacUp
Un passaggio in quota della ZacUp

Pasturo, 25 ottobre 2018 Il sigillo mopndiale torna sul Grignone grazie alla ZacUp promossa dalla Federazione a tappa delle World series, il circuito intercontinentale di quindici appuntamenti. «È una bella soddisfazione», ammette Alberto Zaccagni, ideatore della skyrace messa in piedi per ricordare il fratello Andrea morto, nel settembre 2012, mentre tentava la Gran Becca sul Cervino. «Quando è arrivata la chiamata delle federazione mondiale - confessa Alberto - il primo pensiero è andato proprio a lui che sarebbe stato fierissimo di questo riconoscimento alle sue montagne». Perchè Andrea, nato e cresciuto a Paderno Dugnano, della Valsassina e del Grignone si era presto innamorato nei molti weekend trascorsi da queste parti.

E in Valsassina aveva deciso di trasferirsi a vivere, prima Ballabio e poi a Pasturo, appassionandosi poi alla corsa in montagna dove intesserà amicizie con molti campioni. La ZacUp è un omaggio a lui e a un altro figlio delle montagne lecchesi, Giacomo Scaccabarozzi, scomparso in un tragico incidente il 2 agosto 1998 a quarantasette anni mentre era in volo con il parapendio sopra i fianchi della Grigna. E per ricordare l’alpinista di Missaglia, che l’anno prima aveva raggiunto la vetta del Cho-Oyu (8201 metri) dopo aver scalato in solitaria la cresta nord-ovest, era stato istituito l’omonimo trofeo che si snodava anch’esso sui sentieri delle Grigne e di cui la Zacup da sei anni ha ricevuto il testimone.

«Se ci hanno chiamati - spiega ancora Zaccagni - significa che gli atleti che qui hanno corso si sono trovati bene e hanno parlato bene di noi. Sono davvero orgoglioso e il mio grazie va soprattutto a tutto il team e ai volontari del Soccorso alpino senza i quali non avremmo mai ottenuto un riconoscimento così prestigioso».