Il sindaco Manzoni con Papa Francesco
Il sindaco Manzoni con Papa Francesco

Varenna (Lecco), 1 dicembre 2018 - Love story tra consiglieri di maggioranza e consiglieri di opposizione finita a Varenna, la Perla del Lario, location di matrimoni da favola, proprio come quello – politicamente parlando - tra gli esponenti della lista di governo del gruppo «Vivere Varenna», vincitori all’ultima tornata elettorale, e i colleghi di opposizione di «Uniti per Varenna», sconfitti alle urne eppure chiamati a reggere le sorti del paese come alleati dal sindaco Mauro Manzoni.

A chiedere e sancire il divorzio è stato Paolo Ferrara, portavoce di quella che doveva essere l’opposizione ma che è diventata maggioranza e che ora torna ad essere minoranza. «Dicembre rappresenta metà del nostro mandato – ha spiegato durante l’ultima seduta in aula dell’altra sera -. Le linee programmatiche, assemblate e votate assieme alla unanimità, hanno rappresentato a suo tempo un tentativo coraggioso, da ambo le parti, di forzare vecchie ruggini ed abitudini ‘bellicose’ che per anni avevano caratterizzato l’amministrare la cosa pubblica di Varenna. Per circa due anni, tra alti e bassi abbiamo tentato di dar seguito a quanto concordato. Ci abbiamo provato». Ci hanno provato, ma a quanto pare non ci sono riusciti: «Più volte abbiamo sottolineato come a nostro avviso si stesse amministrando assieme ma male, o meglio nettamente al di sotto delle aspettative di ci ha votato – prosegue l’esponente di nuovo di opposizione -. Questo che stiamo vivendo, non è amministrare ma dormire. Mi dispiace riconoscere come questo progetto sia amaramente naufragato. Non credo che ci sia da gioire, da ambo le parti».

Dalla minoranza hanno così restituito anche le varie deleghe. Per il primo cittadino, discepolo di Giorgio La Pira, si tratta di un duro colpo, perché proprio come il venerabile fiorentino è un fermo sostenitore della pace e dell’unità. Nei giorni scorsi la sua devozione e la sua conoscenza proprio di Giorgio La Pira lo hanno addirittura portato ad incontrare in udienza privata Papa Francesco in Vaticano prima e il Capo dello Stato Sergio Mattarella al Quirinale poi. Nonostante la benedizione congiunta del pontefice e del Presidente della Repubblica evidentemente quel matrimonio tra maggioranza e opposizione non aveva proprio da essere fatto.