Virginio Brivio
Virginio Brivio

Lecco, 30 dicembre 2019 – Ecco l'ultimo discorso di fine anno del sindaco di Lecco Virginio Brivio.

“Voltiamo pagina, almeno quella del calendario. E’ un obbligo, diciamo solare, riferendoci all’anno. Ma è anche limpido il bilancio, perché se di un elemento vado orgoglioso è la trasparenza dei nostri atti amministrativi. Come dire che si possono giudicare le scelte, contrastarle, ma di sicuro nessuno potrà obiettare che questi ultimi cinque anni, ma mi sento di dire dieci, si siano sviluppati nel segno di quel grigiore indistinto e burocratico che a volta caratterizza il governale ad ogni livello. So che è tempo di bilanci e sento il dovere nelle prossime settimane e mesi di fotografare la città e di mostrarne, motivo per me di responsabilità, come è cambiata.

Una critica fatico a digerire ed è legata a quel pensiero corrente che vorrebbe far credere che si è stati in Municipio con le mani in mano. Disagi ce ne sono stati, eccome; anche piccole mancanze che, se risolte, crescerebbero il consenso, ma vi assicuro che alla mia giunta posso elevare rilievi di varia natura, ma non certo imputare negligenze. Non si lavora certo per l’indennità, anzi, per chi è ancora in età lavorativa, conciliare l’impegno pubblico con il mestiere o la professione prevede e pretende enormi sacrifici. Ma sono gesti volontari, non in cerca di apprezzamenti ma doverosi per chi sceglie l’impegno come tratto della sua vita, senza bisogno di scomodare la retorica della ''missione''. A differenza di altri non appiccicherò un aggettivo all’anno che finisce e, tanto meno, a quello che verrà.

Sono troppi gli elementi che possono cambiare il giudizio ed il corso delle cose ma nella mia pagella sulla città vado oltre la sufficienza e voglio condividere questa ''promozione'' con coloro che a vario titolo, dentro e fuori dalle istituzioni, hanno condiviso con me non solo un generico amore per la nostra città, ma sposato il concetto di interesse generale. Può capitare che alcune scelte finiscano talvolta indirettamente a favorire una categoria, un gruppo sociale, persino un individuo e, da questo punto di vista, la gestione della cosa pubblica è stata ed è specchiata.

Mi piace augurare a ciascuno di voi un anno fecondo e foriero di prospettive e di futuro, ma ho voluto oggi soffermarmi sul concetto di trasparenza, perché anche nella città del ferro, la casa di tutti deve essere di vetro”.