Corrado Valsecchi, assessore comunale al Patrimonio
Corrado Valsecchi, assessore comunale al Patrimonio

Lecco, 15 novembre 2019 - «Un candidato sindaco non lo si cerca, lo si deve avere come ce l’ha da tempo Appello per Lecco insieme a un programma ben preciso». Com’è nel suo stile Corrado Valsecchi non fatica ad andare dritto al problema e a esplicitare senza troppi sofismi la propria delusione. E il problema, dal suo punto di vista, è il fatto che il Partito democratico cittadino abbia deciso da tempo - non c’è mai stata l’ufficialità ma è un segreto di Pulcinella - di puntare su un candidato sindaco che però non è lui.

«Dopo dieci anni di appoggio fedele e leale al sindaco Brivio e alla coalizione tutta - spiega con malcelata amarezza l’attuale assessore - ci saremmo aspettati quanto meno un riconoscimento». L’analisi dal suo punto di vista non fa una grinza: un problema di (mancata) riconoscenza innanzitutto alla luce del lungo cammino già fatto insieme. Ma c’è un’aggravante agli occhi di Corrado Valsecchi e sta tutta nella decisione - legittima, per carità - del segretario Alfredo Marelli e i suoi di non puntare su un uomo del partito ma di scegliere un esterno, Mauro Gattinoni.  Il risultato? Un’immediata reazione, contraria e opposta, di Valsecchi soprattutto ora che quella investitura è stata esplicitata sebbene senza l’imprimatur dell’ufficialità. Il pensiero dell’assessore al Patrimonio è facile da sintetizzare a questo punto: perché mai quelli del Pd sono andati a cercare un nome nella società civile quando avevano un alleato già pronto a fare il sindaco?

Difficile dare una risposta univoca ma di certo significa che il Pd, almeno in prima battuta, non ha ritenuto Corrado Valsecchi il candidato ideale da proporre per le prossime elezioni comunali, ancorché alleato fedele e di lunga data. La scelta ha già provocato una serie di reazioni facilmente immaginabili, a cominciare da un improvviso ingrossamento del fegato dello stesso assessore al Patrimonio che si sente in qualche modo “tradito“ dall’alleato con il quale, per la verità, il rapporto non è sempre stato idilliaco.  A dispetto di un passato da dirigente nella Cgil Lecco, Valsecchi in questi anni non ha mai avuto un gran feeling proprio con la parte più a sinistra del partito che ha mal sopportato i suoi modi ritenuti spesso troppo bruschi e diretti, sebbene tra gli uomini di Giunta sia stato anche tra i più intraprendenti. Idiosincrasie che ora potrebbero trasformarsi in qualcosa di più, lasciando il segno non solo nelle relazioni tra i democratici e Appello per Lecco - la civica fondata dallo stesso Valsecchi e che ne sostiene la candidatura - ma anche all’interno delle coalizione stessa, frizioni che di sicuro verranno a galla nella già annunciata riunione di coalizione ai primi del prossimo mese di dicembre.

In quella riunione si dovrà discutere innanzitutto di contenuti, stando alle anticipazioni dello stesso Marelli, ovvero le aspirazioni delle diverse anime della coalizione dalla cui sintesi dovrebbe poi nascere il programma di governo del centrosinistra. Programma poi da affidare al candidato sindaco che sarà il secondo snodo da affrontare e anche il più delicato a questo punto. Come farà il centrosinistra a mediare tra le legittime aspirazioni di Valsecchi, che a sessantuno anni ha la chance della vita per provare a guidare Lecco e quelle di Mauro Gattinoni, candidato del Pd? Sarà durissima soprattutto perché i due in qualche modo si assomigliano molto: al di là del dato anagrafico (il direttore di Api Lecco ha diciannove anni in meno), vengono dalla società civile, sono impegnati nel sociale, hanno ricoperto o ricoprono ruoli manageriali e soprattutto entrambi hanno voglia di impegnarsi per la loro città. Tra i rischi anche anche un possibile divorzio consensuale.