Valmadrera (Lecco), 21 aprile 2018 - Buone notizie all’Aerosol service di Valmadrera. Finalmente c’è uno spiraglio di luce per i dipendenti dell’azienda di Valmadrera, o almeno per una parte di loro. Lo hanno comunicato ieri pomeriggio, in un’assemblea nei locali della Cisl di Lecco, Nicola Cesana (Filctem Lecco), Massimo Ferni (Femca Cisl) e Celeste Sacchi (Uiltec Uil), che hanno parlato con l’amministratore unico Giovanni Bartoli nei giorni scorsi. «La sua idea è procedere per far sì che l’azienda riparta – spiega Ferni –. Nella prima settimana di maggio l’attività dovrebbe ripartire, almeno per quanto riguarda il settore farmaceutico. C’è quindi una volontà di ripartenza, almeno secondo quanto dice Bartoli».

Buone notizie anche per i lavoratori. «Il 27 aprile dovrebbero pagare uno stipendio, quello di marzo per questioni logistiche – prosegue il sindacalista –. L’amministratore ha spiegato che verrà costituita una nuova società in cui dovrebbe entrare un soggetto con un’opzione di affitto del ramo d’azienda alla vecchia». Quest’ultima però ha debiti con dipendenti e fornitori. «Bisogna capire se ci sarà il concordato – spiega Ferni –. In questo caso i debitori chirogrografari saranno pagati con l’affitto del ramo d’azienda». E per alcuni di loro ci sarebbe un futuro in azienda. «Da 35 a 45 lavoratori confluiranno nella nuova Aerosol: il numero cambia a seconda dei turni. La nostra proposta prevede però un impiego di più dipendenti, magari anche utilizzando più contratti part time». In questo momento, quindi, i sindacalisti stanno procedendo con una proposta per far sì che rimangano più persone occupate all’interno dell’azienda valmadrerese entrata in crisi negli ultimi mesi e che ora conta 70 persone a libro paga.

In questi giorni stanno portando avanti i lavori richiesti da Arpa e Vigili del fuoco per permettere ai dipendenti di rientrare. Un passo in avanti rispetto all’ultima assemblea di un mese fa, quando Cesana aveva annunciato che «stiamo iniziando a fare tutto ciò che è in nostro potere per recuperare gli stipendi arretrati. Anche da un punto di vista legale». Da mesi infatti i dipendenti dell’azienda chimico-farmaceutica che attendono risposte per il futuro, ma anche cinque mensilità. La fabbrica è tuttora chiusa in attesa che vengano realizzati lavori per ottenere i permessi produttivi da Regione Lombardia. Storica azienda del territorio, in passato legata alla famiglia Fiocchi, ora ha subito una crisi, ma potrebbe tornare a produrre. Sempre che le società interessate investano nell’operazione.