Lavoratori in sit-in fuori dallo stabilimento

Valmadrera (Lecco), 15 maggio 2018, Buone notizie all’Aerosol di Valmadrera. Nel pomeriggio di ieri i vertici dell’azienda chimico-farmaceutica e i sindacati hanno firmato negli uffici di Confindustria l’accordo che prevede la cessione del ramo d’azienda e il passaggio di 44 lavoratori alla nuova società. In pratica alla neonata Aerosol Pharmaceutical arriverà una parte di dipendenti della vecchia Aerosol Service. «Così facendo siamo riusciti a salvaguardare alcuni posti – afferma Nicola Cesana, Filctem Cgil Lecco –. Così coloro che sono in produzione faranno part-time e questo ci consente di raddoppiare il personale». «Se e quando, si passerà a due turni chi era full time tornerà appunto al tempo pieno e verrà introdotta anche qualche altra persona». Per ora rimangono una ventina di persone ancora nella vecchia azienda. «Una parte sarà impiegata nei lavori per la costruzione di presidi medico-chirurgici, per l’altra punteremo a un paracadute con gli ammortizzatori sociali: l’obiettivo è di farli entrare tutti nella nuova società». La soddisfazione da parte di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil è evidente, anche se il lavoro non è ancora finito. «Stiamo tenendo l’azienda attaccata al respiratore automatico – afferma Cesana –. Sarebbe stato molto peggio portare i libri in tribunale e chiudere. Ora l’Aerosol ha le carte in regola per ripartire».

Non c'è una data certa per l’inizio della produzione, anche se pare che da qui a due settimane i dipendenti possano tornare in azienda. «Bisogna attendere il via libera dell’Arpa – aveva già spiegato il sindacalista –. Una volta ottenuta l’autorizzazione i dirigenti di Aerosol hanno specificato che entrerà il nuovo socio. Contestualmente il tribunale sta portando avanti il discorso del concordato». L'amministratore unico Giovanni Bartoli è ancora alla ricerca di alcune figure. Era già stato detto che alcune persone saranno assunte dalla nuova realtà per lavori nel campo farmaceutico, mentre altre rimarranno in quella vecchia per portare avanti i presidi medico chirurgici.  «Per esempio non ci sono un meccanico e un ingegnere» aveva sottolineato Cesana durante l’ultimo incontro con i lavoratori realizzato due settimane fa alla Cgil di Lecco.