Sirone, 6 febbraio 2018 - Dalla stalla alla Borsa. Uno slogan perfetto per raccontare un compleanno speciale per Co.Stamp, prima e unica azienda lecchese quotata che proprio oggi festeggia i 50 anni. Ma soprattutto uno slogan maledettamente vero perché la storia di Co.Stamp è un’avventura affascinante che inizia con i fratelli Corti - Tarcisio, Giulio e Mario - che il 2 febbraio 1968 avviano il primo stabilimento in un’ex stalla a Garbagnate dove, con pochi collaboratori, si specializzano nella realizzazione di stampi per la pressocolata.

«All'inizio era un secondo lavoro portato avanti la sera e la domenica da mio papà e dai suoi fratelli, tutti impiegati in altre aziende». Lo racconta Marco Corti, 52 anni, figlio maggiore di Tarcisio che nel 1988 si affaccia in azienda e imprime la svolta decisiva. «Ho deciso di affiancare la produzione di stampi di grandi dimensioni per differenziarci dalla concorrenza e di puntare deciso sul settore automotive». La Co.Stamp decolla e gli spazi non bastano più: nel 1999 l’azienda si trasferisce a Sirone, sede attuale del Gruppo che oggi conta su cinque aziende, un fatturato che nel 2017 ha raggiunto i 62 milioni di euro e 340 dipendenti. «Trent’anni fa sognavo di portare l’azienda in Borsa e diventare il numero uno del settore. Il primo obiettivo l’ho centrato, il secondo non so, ma sono certo di avere al mio fianco un gruppo di persone fantastiche che si impegnano giorno e notte affinchè ciò possa avvenire». Tra i clienti di Co.Stamp ci sono i maggiori gruppi automobilistici del mondo - Volkswagen, Bmw, Daimler, Renault e General Motors - ma anche marchi di lusso come Lamborghini e Porsche «che al fornitore impongono non solo qualità del prodotto e rispetto dei tempi di consegna, ma anche estrema velocità e capacità di reazione alle continue evoluzioni del design».

Da Sirone escono gli stampi per la produzione industriale di blocchi motori, scatole frizione, portiere e componentistica dei modelli di punta del mercato. «Offriamo un servizio chiavi in mano: dalla progettazione alla realizzazione, e da qualche anno anche la campionatura del prodotto grazie alla nostra fondetia interna con tre isole completamente robotizzate». I segreti di Marco Corti? «Imprenditorialmente sono schizofrenico: cerco la perfezione anche se può sembrare presuntuoso. Ai giovani dico solo che siamo padroni del nostro destino ma abbiamo la fortuna di essere nati un posto in cui da padre in figlio viene trasmessa la passione per il lavoro senza la quale non si va da nessuna parte: si sopravvive e basta».