Invia tramite email Condividi Condividi su Instagram Effettua l'accesso col tuo utente QN Il Giorno Tutte le ultime notizie in tempo reale dalla Lombardia il Resto del Carlino Tutte le notizie in tempo reale dall'Emilia Romagna e dalle Marche Il Telegrafo Tutte le news di oggi di Livorno La Nazione Tutte le notizie in tempo reale dalla Toscana e dall'Umbria QuotidianoNet Tutte le ultime notizie nazionali in tempo reale Tweet WhatsApp Canale YouTube
Cronaca Sport Cosa fare

EDIZIONI

Abbonamenti

Leggi il giornale

Network

Quotidiano.net il Resto del Carlino La Nazione Il Giorno Il Telegrafo

Localmente

Codici Sconto

Speciali

Produzione e fatturati in crescita: l’industria torna ai livelli pre-crisi

Dati confortanti dalla Cisl preoccupata però dal nodo precariato

di ANDREA MORLEO
Ultimo aggiornamento il 25 gennaio 2018 alle 07:11
Operai al lavoro

Lecco, 25 gennaio 2018 - Le performances dell’ecomia lecchese tornano ai livelli pre-crisi. La conferma arriva questa volta dallo studio Excelsior-Unioncamere nel quale tutti gli indicatori mostrano una crescita che, da sporadica, negli ultimi tempi si è consolidata riportando una ventata di ottimismo anche tra le latitudini manzoniane. Un ottimismo che traspare anche nelle dichiarazioni di Rita Pavan. «Tutti i dati a nostra disposizione ci dicono che il nostro territorio sta con gradualità uscendo dalla crisi», spiega il segretario generale di Cisl Monza Brianza-Lecco che insieme ad Enzo Mesagna, responsabile del dipartimento del mercato del lavoro, ha tracciato un quadro di una situazione che finalmente abbandona i toni cupi e depressivi degli ultimi anni.

A fare da traino è ancora una volta l’industria metalmeccanica (+5,4%) e soprattutto siderurgica (+13,9%), da sempre il “core business” del territorio. In questo settore la maggior parte degli indicatori cresce a livelli anche superiori alla media regionale lombarda, che già è il motore del Paese: la produzione fa segnare un +5,1% (3,2% la media regionale), il fatturato delle aziende lecchesi schizza a un +6% (4,9% la media in Lombardia) mentre gli ordini sono a +4,8% (5,3%). Se a questo si aggiunge che le ore di cassa integrazione autorizzate dall’Inps nel 2017 si sono praticamente dimezzate (quella straordinaria è passata addirittura da quasi due milioni a 663mila) rispetto al 2016. E ancora, che nel 2017 il saldo delle assunzioni è stato di segno positivo (+ 1.079) e che i fallimenti sono diminuiti complessivamente del 27,9%, è facile intuire che anche i più incalliti pessimisti si stanno rassegnando all’idea che l’economia lecchese finalmente è ritornata a galoppare, sebbene permangano ancora alcune criticità come la difficoltà dell’edilizia che stenta ancora a riprendersi e le tipologie contrattuali con il 60% dei nuovi dipendenti assunti a tempo determinato. «Iil precariato, soprattutto nel turismo e nei servizi alla persona, resta una questione da risolvere - spiega Mesagna –. Un altro problema è l’alta percentuale (quasi il 20%) di personale non specializzato tra gli assunti, sebbene le stesse aziende lecchesi dichiarino di avere difficoltà a reperire figure con alte qualifiche. E questo è un problema che si dovrà risolvere soprattutto puntando sull’alternanza scuola-lavoro».

 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.