Operai Vismara fuori dagli stabilimenti
Operai Vismara fuori dagli stabilimenti

Casatenovo, 31 luglio 2018 - I primo importantissimo incontro sarà già questa mattina a Milano. Negli uffici del Pirellone i sindacalisti che stanno seguendo la crisi della Vismara di Casatenovo incontreranno il commissario nominato dal Tribunale. «La nostra priorità è quella di salvaguardare i lavoratori e recuperare gli stipendi arretrati", afferma Massimo Sala, sindacalista della Flai Cgil che sta occupandosi della crisi alla Vismara insieme ai colleghi di Fai Cisl e Uila Uil. I dipendenti dell’azienda alimentare brianzola vogliono sapere cosa riserva loro il futuro, tutt’altro che roseo. I pagamenti infatti sono fermi da aprile e c’è difficoltà nel reperimento delle materie prime, che causano lunghi fermi nella produzione. "La Vismara, e tutto il gruppo Ferrarini, si trova da tempo in una pesante crisi finanziaria – hanno spiegato le Rsu e i sindacati tramite una nota –. È una situazione molto complicata che rischia di pregiudicare la continuità dell’azienda stessa con la fine di una realtà storica per il nostro territorio con la perdita di oltre 200 posti di lavoro".

Nei giorni scorsi la società ha comunicato ai sindacati di aver presentato un’istanza di concordato in continuità, garantendo la volontà di salvaguardare i siti produttivi e l’occupazione. Inoltre venerdì prossimo ci sarà un nuovo incontro al ministero dello Sviluppo economico. L’obiettivo dei sindacati e dei lavoratori è di partecipare agli incontri perché si costruisca un percorso che possa traghettare il gruppo Ferrarini (che complessivamente conta più di 800 dipendenti) verso una situazione più tranquilla. Intanto permane  lo stato di agitazione di tutti i lavoratori dello stabilimento lecchese. L’impressione è che si andrà avanti ancora fino a quando non ci saranno novità positive provenienti dal Palazzo di giustizia. Intanto però si procede a step. Il progetto di Cgil, Cisl e Uil è incontrare le istituzioni locali prima dei funzionari del ministero. Successivamente potranno avere un quadro della situazione più nitido e potranno studiare una strategia più solida per poter tutelare meglio i 200 lavoratori dell’azienda alimentare.