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Lecco, la seconda vita della vecchia Arlenico

Lo storico laminatoio, a un passo dalla chiusura nel 2010, è la storia di un rilancio aziendale che sta avendo successo

di FABIO LANDRINI
Ultimo aggiornamento il 5 aprile 2018 alle 07:10
Il sito produttivo

Lecco, 5 aprile 2018 - «Otto anni fa si discuteva di come convertire l’area del Caleotto. Ora invece la situazione è diametralmente opposta». Giuseppe Cantatore e Pierangelo Arnoldi, rispettivamente Fiom Cgil e Fim Cisl, sono entusiasti per l’accordo firmato allo storico laminatoio Arlenico (ex Lucchini) di Lecco che nel 2012 portava i libri in tribunale. Due anni dopo, nel 2015, Feralpi Siderurgica e Duferco Italia Holding invece hanno investito nel sito produttivo che ha continuato a crescere con quasi venti assunzioni negli ultimi due anni, tra cui anche alcuni ingegneri provenienti dal vicino Politecnico. Non solo, negli ultimi giorni si è giunti a un accordo aziendale per la definizione di un premio di risultato che è stato votato dai circa novanta lavoratori dello stabilimento lecchese.

«L’azienda si è impegnata a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori – spiega Cantatore –, ma anche a un potenziamento del premio di risultato che tenga conto di tre obiettivi: incremento dell’efficienza, indice di frequenza degli infortuni e qualità nella produzione. Se questi indicatori arriveranno al 100% saranno garantiti 1.700 euro all’anno in più per il 2018, 1.800 euro per il 2019 e 1.900 euro per il 2020. Questi importi non sono assoggettati a riparametrazione dei livelli. Ovviamente, a un ulteriore miglioramento degli obiettivi, il premio potrà avere un ulteriore aumento del 20%». Anche la formazione verrà incrementata, con ore in più di corsi per i dipendenti. «È un accordo importantissimo perché coinvolge uno stabilimento storico a Lecco – afferma Arnoldi –, i lavoratori hanno tenuto duro consentendo il rilancio dell’azienda. Ora è finita l’emergenza, si chiude un cerchio e ci si rilancia per il futuro. L’intento è far guadagnare l’azienda e i lavoratori. Inoltre nel futuro si lavorerà su tre turni, non solo due come ora».

L'accordo è stato votato dai dipendenti su proposta delle rappresentanze sindacali unitarie. «I primi tempi è stato difficile lavorare – spiega Matteo Elia, che ha firmato il documento insieme al collega Vito Armenti –. I problemi più grossi non ci sono arrivati dalla controparte aziendale, ma da un’altra fazione sindacale. L’accordo è ottimo e prevede un alto premio di risultato in contanti. È davvero migliorativo». Un segnale importantissimo per il mondo industriale del territorio.

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