Paride Cariboni
Paride Cariboni

Colico, 7 dicembre 2018 - La perlustrazione della pista da sci, la decisione di aprire al pubblico e, dopo nemmeno un’ora, il distacco di una valanga che travolse, e uccise, Paride Cariboni, 34 anni, erede di una nota famiglia di imprenditori colichesi. Questi i tre elementi che, secondo l’accusa renderebbero responsabili di omicidio colposo, in concorso con lo snowborder stesso, il direttore tecnico e il soccorritore della «Skiarea». Marco Garbin, 59 anni, di Belluno, (direttore tecnico) e Gualtiero Colzada, 52 anni, di Novate Mezzola, (soccorritore) sono stati rinviati a giudizio ad aprile ieri mattina, dal giudice per le udienze preliminari. L’accusa nei loro confronti è di omicidio colposo, commesso, secondo gli inquirenti che hanno formulato il capo d’imputazione, come detto, con lo sciatore stesso, Cariboni. Il quale, pur sciando fuori pista, non aveva utilizzato l’apparecchiatura di sicurezza Artva per garantire un immediato intervento da parte dei soccorritori.

Era il 13 febbraio 2016, quando, a Madesimo, Cariboni si trovava a sciare con due amici sulla pista conosciuta come «Canalone». Una slavina li aveva colti di sorpresa e aveva completamente travolto il 34enne. Non era stato possibile salvarlo: il ragazzo, secondo l’indagine, era morto per asfissia. Conseguenza dell’essere rimasto sotto la neve per troppo tempo. Il pm ritiene che, come detto, ci fosse anche un errore umano dietro questo terribile incidente. Secondo chi ha indagato, infatti, nella scelta di aprire gli impianti, quella mattina, non era stato tenuto conto di diversi fattori. Primo tra tutti lo stato della neve: stando a quanto ricostruito dagli inquirenti nei giorni precedenti all’incidente costato la vita a Cariboni, aveva nevicato intensamente e le temperature non avevano consentito al manto nevoso di assestarsi. Inoltre sembra che Arpa avesse segnalato, mediante bollettino, la possibilità di distacchi di lastroni di neve e che il pericolo valanghe, quel giorno, fosse a livello 3, marcato. Sempre in tribunale a Sondrio, ieri, ha patteggiato Benno Rasmussen, danese, classe 1967. Secondo l’accusa, praticando snowboard fuoripista nella zona del Vallone, a Valdisotto, aveva provocato una valanga di notevoli dimensioni, fortunatamente senza alcun ferito. L’episodio risalente a marzo 2016 si è, quindi, concluso con il patteggiamento di ieri a sei mesi e venti giorni di reclusione, pena sospesa.