I rifiuti scoperti a Maggianico
I rifiuti scoperti a Maggianico

Lecco, 31 maggio 2020 - Stava trasformando la Bulgaria nella discarica d’Italia e uno dei crocevia prescelti per trasferire i rifiuti dallo Stivale verso i Balcani era Lecco. Per questo gli inquirenti di Sofia hanno arrestato il viceministro dell’Ambiente e delle Acque, il 56enne Krassimir Zhivkov.  Con lui sono finiti in manette altri cinque, tutti sospettativi di tenere le fila di una organizzazione criminale per l’importazione illegale di spazzatura dall’estero, specie dall’Italia.

Le indagini sono scattate alla fine del 2019 a dicembre, dopo che i carabinieri del Noe di Milano allo scalo merci della stazione di Maggianico avevano intercettato e bloccato un treno di 17 vagoni stipato di 815 tonnellate di 582 balle di scarti industriali indifferenziati tra gomma, plastica mista, stoffa, stracci gommapiuma, tetrapak, imballaggi misti e chissà che altro classificati però secondo i certificati e le bolle di carico e accompagnamento come già differenziati, sia per pagare meno tasse sia per snellire le procedure per l’espatrio.

Secondo quanto emerso il viceministro sfruttando il proprio ruolo di governo avrebbero rilasciato le rispettive autorizzazioni per le importazioni, reindirizzando i rifiuti da riciclare o bruciare, ma anche da inviare verso altri Paesi stranieri, verso determinate società, il tutto ovviamente in cambio di soldi e mazzette. Già a gennaio, sempre in seguito al sequestro compiuto dai militari del Nucleo operativo ecologico milanese con gli ispettori dell’Agenzia delle Dogane e monopoli di Como della sezione operativa territoriale di Lecco e i funzionari dell’Arpa, si era dovuto dimettere il ministro all’Ambiente bulgaro di 55 anni, arrestato perché accusato delle interruzioni alla fornitura d’acqua nella città di Pernik, vicino alla capitale, poiché tra il resto contaminata dallo stoccaggio inappropriato dell’immondizia italiana in alcuni siti abusivi e non attrezzati per trattarla in maniera adeguata. 

«Le indagini in Bulgaria si sono sviluppate indipendentemente dalla nostra attività – spiega tuttavia il maggiore Camillo Di Bernardo, comandante del Noe di Milano .- Per quando ci riguarda noi siamo ancora compiendo accertamenti sulla composizione del carico di rifiuti, sulla precisa provenienza, la destinazioni e la fatturazione». A gestire la spedizione che poi ha raggiunto il capolinea anticipato sulle sponde del lago sarebbe stato un imprenditore di 40 anni di Spoleto, titolare di una società del settore che risulta indagato.