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6 feb 2022

Lecco: rigenerazione urbana, puntando sui torrenti

Previsti percorsi naturalistici, sportivi e di valorizzazione del patrimonio storico e industriale lungo i tracciati

daniele de salvo
Cronaca
A sinistra il percorso lungo il Caldone e sopra Mauro Gattinoni
Rendering del percorso lungo il Caldone

Lecco - Lecco, città di lago, di montagna, ma anche di torrenti. Lo aveva già compreso il Sommo Alessandro Manzoni, che nel suo suggestivo “Addio, monti sorgenti“ dei Promessi sposi, per bocca di Lucia, paragona il suono della corrente dei corsi d’acqua lecchesi alla voce delle persone care: "torrenti, de’ quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche".

Per questo la voce di Caldone, Gerenzone e Bione, troppo a lungo soffocata da cemento, mattoni e strade, presto tornerà ad urlare e ad essere ascoltata, grazie a progetti di rigenerazione urbana. "Investire sulle aste fluviali vuol dire riscoprire il dna industriale di Lecco, valorizzare quel patrimonio storico e culturale dei suoi rioni, unire lago, città e montagne attraverso percorsi sicuri che intersecano i parchi cittadini, recuperare spazi per attività quotidiane", conferma il sindaco Mauro Gattinoni. Lungo il Caldone, che nasce a Morterone e scende dalla Val Boazzo per attraversare la città prima di intombarsi sotto le strade, si svilupperà un percorso naturalistico-ambientale dal rione di Bonacina fino alla foce a Canottieri. Lungo il Gerenzone, che sorge a Ballabio alle pendici della Grigna, verrà valorizzato invece il patrimonio storico e industriale che lungo il torrente si è sviluppato recuperando le aree dismesse. La proposta per il Bione, alla cui foce si imbarca proprio Luci per scappare da Lecco, prevede infine percorso sportivo tra il lago e le montagne, con nuovi spazi per giocare e imparare con l’acqua, la riscoperta di affacci sul fiume e la definizione dell’oasi del Biono, con un parco di 3 chilometri, la rinaturalizzazione di 2.500 metri di sponde e la realizzazione di 7 chilometri e mezzo di percorsi ciclopedonali.

"La riqualificazione e la rinaturalizzazione dei fiumi diventano occasione in ambito urbano di ridisegnare una connessione ecologica tra lago e montagne e di ripensare la mobilità sostenibile ciclopedonale", spiega Renata Zuffi, assessore all’Ambiente di Palazzo Bovara. "Il nostro compito – ammette il primo cittadino - ora è recuperare le risorse necessarie intercettando le occasioni che i bandi europei, nazionali e regionali offriranno".
 

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