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16 mar 2022

Spedizione punitiva a scuola, condannato lo zio

Il cinquantaseienne voleva vendicare il nipote che era stato picchiato da un compagno, dovrà risarcire mille euro di danni personali

angelo panzeri
Cronaca
L’aggressione è avvenuta all’esterno dell’istituto Fiocchi dove entrambi i ragazzi studiavano
L’aggressione è avvenuta all’esterno dell’istituto Fiocchi dove entrambi i ragazzi studiavano
L’aggressione è avvenuta all’esterno dell’istituto Fiocchi dove entrambi i ragazzi studiavano

di Angelo Panzeri

Spedizione punitiva per difendere il nipote che era stato preso di mira da alcuni compagni di classe, il giudice monocratico Martina Beggio lo condanna a una multa di 400euro. La vicenda risale al maggio 2015, quando un ragazzo di 16 anni, extracomunitario, che all’epoca aveva 16 anni e frequentava il secondo anno dell’istituto professionale Fiocchi, subì presunti episodi di bullismo da parte di alcuni coetanei. Lo zio, 56enne, egiziano, insieme alla compagna e a un altro figlio si presentarono davanti alla scuola ed ebbero una discussione, con uno studente che colpito in pieno volto con un pugno finì al pronto soccorso dell’ospedale Manzoni di Lecco.

Venne aperta un’indagine, la Procura rinviò a giudizio il 56enne per lesioni personali, mentre gli altri familiari presenti ai fatti finirono davanti al giudice di pace che si è dichiarato incompetente e rinviato gli atti alla Procura, chiedendo migliori dettagli e ulteriori approfondimenti. Ieri si è celebrato il processo in tribunale davanti al giudice monocratico Martina Beggio nei confronti del 56enne, Ezzat K., che ha respinto ogni addebito. Secondo l’accusa, condotta in aula dal Pm Caterina Scarselli, nel maggio 2015, i familiari dello studente 16enne avrebbero picchiato un coetaneo di quest’ultimo, spinti dalla volontà di ‘’fare giustizia’’ per i presunti episodi di bullismo. Il ragazzo si chiuse in se stesso e per due settimane non si presentò a scuola, dicendo ai genitori: "Sono sempre preso in giro e non voglio più tornarci in quell’istituto". I familiari accompagnarono a scuola il 16enne ed ebbero una lite con chi lo avrebbe preso in giro. Un’aggressione in piena regola, con l’intervento degli agenti della Polizia di Stato che raccolsero le testimonianze del ragazzo e degli operatori del soccorso intervenuti e che prestarono le prime cure prima di trasferirlo all’ospedale Manzoni. Lo studente venne dimesso con una prognosi di venti giorni dopo aver rimediato traumi e contusioni al volto e al torace.

Durante il processo è emersa – dalle testimonianze dei compagni di classe – che la vittima prima della lite indossava un tutore. E il legale del 56enne - l’avvocatessa Elena Ammannato – ha chiesto l’assoluzione mettendo in discussione l’impostazione della Procura e la ricostruzione dei fatti. L’accusa ha chiesto 6 mesi di reclusione, ieri il giudice monocratico Martina Beggio ha inflitto 400 euro di multa e un risarcimento del danno pari a 1.080 euro nei confronti della parte lesa. Il legale sta valutando il ricorso in Appello, con il reato che a breve andrà in prescrizione.

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