La protesta degli operai della Sittel
La protesta degli operai della Sittel

Colico (Como) -  Sono incaricati di accompagnare il Paese nella rivoluzione digitale ma da mesi non sono più nelle condizioni di farlo. Sono trenta gli operai di Lecco che, con grande spirito di appartenenza e attaccamento al lavoro, continuano ad andare ogni giorno nei cantieri per concludere il cablaggio della fibra nonostante non ricevano più lo stipendio ormai da cinque mesi. La situazione alla Sittel, su cui pesa un forte indebitamento, è talmente allo sbando che non riescono nemmeno più a concludere i lavori che avevano iniziato perché non hanno più gli strumenti idonei per continuare l’intervento e oltretutto, ormai da diverse settimane, buona parte del loro parco mezzi è inutilizzabile perché manca il carburante nei serbatoi.

Già a giugno i dipendenti di una delle principali appaltatrici delle maggiori società di telecomunicazioni per la posa della fibra ottica, avevano organizzato un presidio di protesta lungo la provinciale 72. Ora la situazione sta degenerando. "La cosa paradossale è che il lavoro di certo non manca - spiega Fabio Gerosa, Segretario generale SLC Cgil - Figuriamoci nella zona della Valtellina, ma anche Como e Lecco quanti interventi sono in programma. E stiamo parlando di professionisti che da trent’anni conoscono il cablaggio del territorio. Sanno dove mettere le mani, hanno una grande professionalità e infatti si alzano al mattino e continuano ad andare nei cantieri ogni giorno. Ma sta diventando una roulette russa". Fra gli operai in attesa degli stipendi arretrati c’è anche chi si era spostato di mille chilometri con moglie e bambini piccoli per un posto sicuro e poi si è ritrovato in questa situazione. Una soluzione sembrava a portata di mano quando Tim aveva manifestato la volontà di intervenire per porre fine alla vertenza ma il 15 luglio, il giorno in cui era stato fissato un termine, è ormai passato e nessuno degli operai della Sittel ha ricevuto una comunicazione.

«C’è un silenzio imbarazzante - continua Gerosa -. C’era stata data la disponibilità a sostenere la società rientrando dei salari pregressi e mettendo mano alla riorganizzazione. Siamo ad agosto e le persone sono sempre più amareggiate. Stiamo vivendo una lenta agonia". Sul caso della Sittel, che ha 440 lavoratori dislocati in varie sedi in Italia, ora è stato chiesto un altro tavolo al Ministero del lavoro e si valutano nuovi presidi.