PAOLA PIOPPI
Cronaca

Scoperta maxi frode fiscale Nei guai privati e società Sequestrato un milione di beni

Operazione della GdF a Dongo, nella rete della giustizia anche due residenti in Valtellina. Operavano nel settore edile per evadere l’Iva. Sono 32 i capi di imputazione diversi.

Scoperta maxi frode fiscale  Nei guai privati e società  Sequestrato un milione di beni
Scoperta maxi frode fiscale Nei guai privati e società Sequestrato un milione di beni

di Paola Pioppi

Un articolato sistema di frode fiscale finalizzato all’evasione dell’Iva, su cui ha indagato, dallo scorso anno, la Guardia di finanza del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Como, basato sull’emissione e l’utilizzo di fatture relative a operazioni commerciali reali, ma concluse da soggetti diversi da quelli indicati. Arrivando ora a eseguire un sequestro preventivo di oltre un milione di euro, emesso dal Gip di Como Carlo Cecchetti, su richiesta del procuratore Massimo Astori, nei confronti di cinque persone fisiche e quattro giuridiche, in considerazione della "grande rilevanza delle somme evase".

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Per la Tre Pievi Petroli srl di Dongo, sono indagati gli amministratori Patrizia Bongiasca, 47 anni residente a Dubino, e Carlo Bongiasca, 56 anni di Dongo, mentre per la Mec srl di Lecco, l’amministratore unico Raffaele Lombella, 54 anni di Lecco, principali figure di un sistema che coinvolgerebbe anche altri cinque indagati, tra cui Maurizio Rabbiosi, 60 anni di Cosio Valtellina, amministratore unico della Dolcecasa Immobiliare srl, con sede fittizia a Trezzano sul Naviglio, e Stefano Turconi, 41 anni di Ballabio, amministratore unico della Bsi srl, con sede fittizia a Roma. Sono tutti destinatari del sequestro, per importi variabili, diretto a risorse finanziarie, beni mobili e immobili e quote societarie, nella cui esecuzione sono stati individuati tre immobili per un valore complessivo di oltre 200mila euro, nonché quote societarie e disponibilità liquide presenti sui conti correnti per oltre 380mila euro. Allo stato attuale delle indagini, sarebbe emerso che a fronte della compravendita reale di materiale da costruzione, soprattutto cemento, tra la società Mec come venditrice e la Tre Pievi Petroli come acquirente, venivano interposte due società completamente estranee, che sarebbero state utilizzate solo per emettere e ricevere fatture.

La Mec srl, inoltre, avrebbe simulato operazioni di export con una società svizzera, evitando di versare l’Iva all’erario italiano. L’analisi contabile della Guardia di finanza, è partita dal 2016, fino al 2021, ricostruendo i rapporti che legano le diverse società, sfociati ora in 32 capi di imputazione con ruoli a vario titolo.