Lecco, 17 maggio 2018 - Per lui, originario di Quarto d’Altino, in Veneto, a due passi dalle Dolomiti bellunesi, la montagna era una grande passione, ma la sua grane passione gli è costata la vita. A morire ieri mattina, precipitando dal monte San Martino, che svetta sopra Lecco con i suoi 1.090 metri d’altezza, è stato Natale Salvego, 76enne che abitava a Barlassina, in provincia di Monza.

La sciagura si è verificata poco dopo le 10.30. Il pensionato era sulla via del ritorno, avrebbe dovuto percorrere il più sicuro e semplice sentiero attrezzato della Vergella, ma si è perso e ha imboccato il percorso sbagliato, ritrovandosi in cima ad una parete di roccia e vegetazione. Con lui c’era anche un amico, 44 anni monzese. «Fermiamoci per favore, chiediamo aiuto», gli ha suggerito quest’ultimo invitandolo alla prudenza, ma lui, sicuro della propria preparazione, lo ha tranquillizzato e ha insistito per proseguire. Poco dopo aver cominciato la discesa dello sperone sono tuttavia scivolati entrambi: il più giovane è riuscito ad arrestate e bloccare la caduta aggrappandosi al ramo di un albero, mentre il più anziano non ha trovato appigli ed è sprofondato nel baratro per circa 150 metri. Il superstite non ha potuto altro che assistere impotente al compagno di escursione che spariva nel vuoto e lanciare subito l’allarme.

Si sono immediatamente messi in marcia i volontari del Soccorso alpino, per guadagnare tempo si sono levati in volo puro gli operatori dell’eliambulanza di Como con a bordo sempre un tecnico del Soccorso alpino. Ai soccorritori tuttavia non è rimasto altro che individuare il luogo dell’incidente, constatare il decesso del brianzolo e recuperare con il verricello prima il sopravvissuto sotto shock e subito dopo il corpo del brianzolo. Le operazioni di salvataggio del 44enne, tratto in salvo incolume, e del recupero della salma sono durate oltre un’ora. Sono stati allertati pure i vigili del fuoco e i carabinieri. Dai primi accertamenti è emerso che si è trattato di un incidente letale provocato a quanto pare da un’errata valutazione e dall’eccessiva fiducia nelle proprie capacità. Nel gennaio 2012 anche un altro pensionato, Giacomo Petra di 75 anni di Milano, era morto sul San Martino, anche lui in seguito a una caduta in un tratto molto esposto.