Quotidiano Nazionale logo
9 apr 2022

Profughi ucraini in arrivo e in partenza

Code alla frontiera in attesa di scappare dalla guerra. Ma c’è anche chi ha già la valigia pronta per tornare in patria a Leopoli

federica pacella
Cronaca
Gli autisti della onlus Nadiya riferiscono che è in arrivo un’altra ondata di rifugiati
Gli autisti della onlus Nadiya riferiscono che è in arrivo un’altra ondata di rifugiati
Gli autisti della onlus Nadiya riferiscono che è in arrivo un’altra ondata di rifugiati

CASTENEDOLO

di Federica Pacella

C’è chi è in coda alla frontiera, in attesa di uscire dal Paese, e chi invece sta rientrando dopo le notizie del ritiro dei russi da Kiev. "Alcuni sono già ripartiti – racconta Oksana, volontaria dell’associazione Nadiya che senza sosta gestisce in via Maestri del lavoro 20, a Castenedolo, la raccolta di aiuti da inviare in Ucraina – Mi è già capitato di vedere sui pullman in partenza persone che avevo visto arrivare". La maggior parte di chi ha lasciato l’Ucraina, del resto, non ha mai fatto mistero di voler rientrare quanto prima.

Anche alcuni dei profughi ospitati a Dello, dove arrivarono le prime ucraine dopo l’invasione russa del 24 febbraio, hanno già la valigia pronta per rientrare a Leopoli. "Ho consigliato di aspettare qualche giorno – commenta il sindaco Riccardo Canini – per capire se il ritiro è reale o se sia una strategia".

A fronte di chi rientra o si prepara a farlo, saranno molti di più quelli che arriveranno perché gli orrori di Bucha (e non solo) e lo scenario che si prospetta nel Donbass sta portando molti a scappare. "I nostri autisti ci dicono che le frontiere sono di nuovo piene – spiega Oksana – ci sarà una nuova ondata". A complicare il viaggio, i controlli documenti alla frontiera, più serrati dopo gli allarmi sulle sparizioni e sul rischio di tratta di minori e donne. "Non tutti però hanno il passaporto europeo, c’è chi è scappato di casa senza nulla, chi ha con sé solo il certificato di nascita", racconta Oksana.

C’è invece un rallentamento degli aiuti destinati all’Ucraina. "Sembra quasi che la guerra sia finita, ma in realtà servono ancora di più medicinali, cibo, prodotti per l’igiene. Ne abbiamo pochissimi da mandare". Qualche problema inizia a registrarsi anche nell’accoglienza privata. "Gli ospiti di parenti – sottolinea Canini – ormai da più di un mese chiedono un’altra sistemazione, perché vivere in tanti in un appartamento non è certo la soluzione auspicabile, senza contare che i privati non ricevono aiuto".

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?