I lavori sul ponte

Annone Brianza (Lecco), 23 maggio 2018 - I lavori per la ricostruzione del cavalcavia di Annone Brianza, cominciati solo ad aprile, dopo neppure due mesi son già fermi al palo. Manca un certificato dei genieri e degli artificieri dell’Esercito italiano che devono attestare che lì, dove sorgerà il nuovo ponte al posto di quello crollato il 28 ottobre 2016 sulla Milano–Lecco travolgendo e uccidendo un automobilista, Claudio Bertini di 68 anni, non ci sono bombe inesplose. Le verifiche e i controlli sono già stati effettuati come le operazioni di sminamento, ma al momento il pezzo di carta che attesti l’assenza di residuati bellici non c’è ancora e senza i tecnici incaricati di realizzare l’importante infrastruttura non possono procedere.

«Ci è stato assicurato che per settimana prossima l’inconveniente dovrebbe essere risolto – sospira il sindaco Patrizio Sidoti -. Purtroppo siamo il Paese della burocrazia. La medesima burocrazia e il medesimo rimpallo di responsabilità che hanno impedito di evitare la sciagura a cui abbiamo assistito ormai venti mesi, stanno adesso ritardo un’opera che per il territorio è essenziale». «L’assurdo è che, nonostante si sapesse già che in quell’ar<WC>e<WC1>a non si trovassero ordigni perché era stata sbancata mezzo secolo fa quando è stata costruita la Superstrada, le ulteriori ispezioni sono state lo stesso svolte come previsto dalla legge – prosegue il primo cittadino -. Eppure a distanza di settimane non sono state ancora rilasciate le conseguenti autorizzazioni per procedere nell’intervento». Una volta superato l’impasse gli operai specializzati della società appaltatrice incaricata, che a maggio hanno ultimato lo smantellamento dei monconi di quel che restava del vecchio cavalcavia franato, potranno installare le palizzate di rinforzo, un’operazione terminata la quale bisognerà lasciar assestare il terreno per una settantina di giorni.

Verranno innalzate quindi le fondamenta e i muri dei piloni di sostegno per poi giungere al posizionamento del ponte vero e proprio con la travatura che sarà composta in tre tronconi prefabbricati da assemblare in loco in un unico pezzo. Nonostante il contrattempo il sindaco è comunque fiducioso che il termine ultimo per la consegna e l’inaugurazione del cavalcavia del 3 marzo 2019 venga rispettato. «Di fronte a certe lungaggini e scartoffie incomprensibili prevale lo sconforto, è inutile negarlo – ammette -. Tuttavia, rispetto al altre opere pubbliche, in fondo non possiamo lamentarci, se veramente il ponte sarà pronto entro la prossima primavera avremo compiuto un piccolo miracolo e stabilito un record di velocità rispetto agli standard italiani».