di Daniele De Salvo Gli angeli custodi esistono e a volte indossano un giaccone blu con bande rifrangenti, pantaloni grigio azzurro a strisce cremisi e stivaloni neri tipo centauro. Proprio come Giuseppe Virgilio, 35 anni, agente scelto della Polizia stradale in servizio alla sottosezione di Bellano che ha aiutato e continua ad aiutare Lucia e Romeo Erba, moglie e marito quasi novantenni. Abitano a Bonzeno, lontani dalla loro unica figlia che risiede in Toscana ma anche dal centro del paese con i suoi negozi da...

di Daniele De Salvo

Gli angeli custodi esistono e a volte indossano un giaccone blu con bande rifrangenti, pantaloni grigio azzurro a strisce cremisi e stivaloni neri tipo centauro. Proprio come Giuseppe Virgilio, 35 anni, agente scelto della Polizia stradale in servizio alla sottosezione di Bellano che ha aiutato e continua ad aiutare Lucia e Romeo Erba, moglie e marito quasi novantenni. Abitano a Bonzeno, lontani dalla loro unica figlia che risiede in Toscana ma anche dal centro del paese con i suoi negozi da cui tra l’altro preferiscono tenersi alla larga per non correre il rischio di ammalarsi di Covid. Nei giorni scorsi non sapendo a chi rivolgersi per fare la spesa e rifornire il frigorifero e la dispensa rimasti ormai vuoti hanno composto il numero di telefono della vicina caserma della Polstrada per domandare chi potesse dar loro una mano. All’altro capo della cornetta ha risposto chi poi si è rivelato il loro angelo custode in divisa, l’agente scelto Giuseppe Virgilio appunto.

Il poliziotto li ha ascoltati, ha preso nota di quanto avevano bisogno e una volta terminato il servizio si è occupato lui delle compere che infine ha consegnato personalmente a Lucia e Romeo. "Sono soli, i loro familiari non possono raggiungerli, faticano a spostarsi e hanno anche paura di poter contrarre il coronavirus. Avevano bisogno e li ho aiutati. Ho impiegato meno tempo così che a cercare qualcun altro che lo facesse al posto mio, perché a compiere il bene in fondo si fa prima", spiega semplicemente l’agente scelto della Polstrada, il cui patrono è San Michele arcangelo capo di tutti gli angeli. Dopo quella prima volta il poliziotto è tornato ancora e ancora da loro e continuerà a tornarci fino a quando avranno necessità e probabilmente anche dopo.

"Li ho adottati come se fossero i miei nonni", spiega. E i suoi nuovi nonni per ringraziarlo hanno scritto a sua insaputa con calligrafia tremolante per l’età ma con un linguaggio estremamente chiaro una lettera al signor questore di Lecco Aldredo D’Agostino: "Ci rivolgiamo a lei per complimentarci per il prezioso servizio a disposizione dei cittadini – si legge nella missiva – Siamo due persone molto anziane e in questo momento difficile siamo stati lodevolmente aiutati dall’agente Giuseppe Virgilio vostro dipendente. Grazie di cuore". "Non sto facendo nulla di speciale – spiega dal canto suo il poliziotto -. Sto facendo solo quello che è giusto fare come uomo e come poliziotto, perché la divisa noi l’abbiamo cucita addosso anche quando non siamo di pattuglia". Perché gli angeli spesso nemmeno lo sanno di essere degli angeli.