Olginate, il luogo della sparatoria
Olginate, il luogo della sparatoria

Olginate (Lecco), 24 settembre 2020 – Ha confessato il killer di Olginate, anche di aver sparato per uccidere. Questa mattina in tribunale a Lecco Stefano “Stefanino” Valsecchi, l'imprenditore edile di 54 anni di Calolziocorte che domenica ha freddato in strada il 46enne Salvatore De Fazio, ha confermato non solo di essere stato lui a premere il grilletto contro la sua vittima e il fratello 50enne riuscito però a scampare alla vendetta, ma che nel momento in cui ha aperto il fuoco intendeva ammazzare, perché spaventato e arrabbiato.

L'assassino, assistito dal suo legale di fiducia Marcello Perillo, durante l'interrogatorio di garanzia davanti al gip Paolo Salvatore, ha risposto a tutte le domande del sostituto procuratore Paolo Del Grosso, spiegando che tramite un mediatore di cui al momento non è stato riferito chi sia ha incontrato il padre dei due ragazzi che la notte prima avevano massacrato di botte suo figlio per chiarire la situazione. Si erano già parlati un paio di settimane prima ma senza che poi nulla fosse cambiato, anzi. Inoltre al primo appuntamento si erano presentati in quattro: proprio il per timore di essere magari aggredito o di trovarsi nuovamente in inferiorità numerica senza possibilità di difendersi al secondo incontro si è portato dietro una pistola che avrebbe trovato in un cantiere.

Della sua latitanza di otto giorni invece nessuno gli avrebbe chiesto nulla. Alla sue spiegazioni, alcune delle quali contrastano con quelle dei testimoni oculari, i carabinieri dovranno ora cercare eventuali riscontri per accertare il contesto in cui si è sviluppata la sparatoria, il movente e altri particolari solo all'apparenza insignificanti, come ad esempio la provenienza dell'arma del delitto, una calibro 22 di cui si sarebbe sbarazzato gettandola nell'Adda durante la fuga.