Nettuno Il Calolziese
Nettuno Il Calolziese

Calolziocorte (Lecco), 14 giugno 2018 - Calolziocorte e i calolziesi in rime rap. A raccontare in versi stile hip hop il paese dove abita e vive e i suoi concittadini è Simone Giordano, 18enne di Calolziocorte, nome d’arte “Nettuno”. «Mi dicevano che non ero nessuno, che non potevo parlare. Le mie origini siciliane hanno suggerito Nettuno, il dio del mare», spiega in uno dei suoi brani il giovane artista emergente il significato e l’origine dello pseudonimo che ha scelto. L’ultima sua creazione si intitola «Calolziese», il video lo ha girato con i suoi amici in piazza e ha già incassato 25mila visualizzazioni e oltre mille «like» su Youtube, ma i numeri che testimoniano l’apprezzamento del suo lavoro sono destinati ad alzarsi ulteriormente. Nel pezzo, in cui sfoggia movenze da artista navigato, denuncia con il linguaggio tipico della sua età e del genere musicale che ha scelto una cittadina non a misura di giovani, ma nel contempo afferma l’orgoglio di appartenere ad essa e la volontà di riappropriarsene: «Noi non ce ne andiamo, questo posto è nostro e lo rivogliamo...», recita un passaggio della canzone.

«Per noi ragazzi c’è poco o nulla, oratorio a parte – aggiunge e spiega -. Calolzio è riservata unicamente agli adulti e mancano proposte che possano interessare a noi giovani. «Calolziese» è però solo l’ultimo componimento di Simo Nettuno Giordano, che frequenta l’Istituto Fiocchi di Lecco. 

«È dalle elementari che mi diverto con il freestyle – racconta -. Per me è come un gioco, ma anche un modo per esprimere le mie riflessioni. Inizialmente non ho mai messo per iscritto nulla, mi sono limitato a improvvisare e a «battagliare» in strada con le rime con i miei coetanei. Diverse persone tuttavia sostengono che sono bravo e quindi prima ho provato a scrivere dei testi e poi anche a girare dei video che ho postato in rete». Dai videoclips ripresi con lo smartphone, tutti sempre ambientati a Calolzio tra la stazione ferroviaria, il Lavello e altre zone, è ora passato a quelli di qualità superiore, che non hanno nulla da invidiare a quelli di rapper affermati. «Io non voglio arrivare da nessuna parte – assicura lui -. A me intessa solo proporre buona musica, non guadagnarci». Per questo i soldi che riesce a racimolare ad esempio con gli stage o con i progetti di alternanza scuola-lavoro in modo da non gravare sui suoi genitori li investe nella sua arte, a cui ormai dedica ogni minuto del suo tempo libero. E anche il suo diciannovesimo compleanno sabato lo dedicherà ad essa, con la sua prima esibizione pubblica, una sorta di mini concerto al bar di piazza Vittorio Veneto, naturalmente a Calolziocorte.