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22 mar 2022

Lecco, è nata Yana: la mamma con il pancione è scappata dalla guerra in Ucraina

Fiocco giallo blu all'ospedale dopo un viaggio di 1.500 chilometri. ''Ha riempito di gioia i nostri cuori''

22 mar 2022
Mamma Ivanna con la piccola Yana
Mamma Ivanna
Mamma Ivanna con la piccola Yana
Mamma Ivanna

Lecco, 22 marzo 2022 – La piccola Yana è nata dopo un lungo e difficile viaggio di oltre 1.500 chilometri dall'Ucraina all'Italia. E' nata all'ospedale di Lecco. L'ha data alla luce mamma Ivanna, costretta a scappata dalla guerra nel suo Paese nonostante un pancione di 8 mesi e mezzi di gravidanza per portare al sicuro la bimba che portava in grembo e un'altra figlia di 8 anni. Con loro c'era anche un amica e i suoi due figli di 7 e 13 anni. Il papà di Yana invece è rimasto invece a Ivano-Frankivsk, dove abitano, per difendere la propria patria.

Hanno impiegato tre giorni e due notti intere per approdare in Italia: sono rimasti bloccati per 24 ore al confine dell'Ungheria prima di poter riprendere il viaggio, prima verso Padova e infine verso Verano Brianza, in provincia di Monza, da dove mamma Ivanna nei giorni scorsi è dovuta partire per un altro viaggio, ma più breve e più felice, quello per l'ospedale Alessandro Manzoni di Lecco per partorire la sua Yana. “Nella tristezza di questi giorni segnati dalla guerra in Ucraina, il sorriso della piccola Yana ha riempito di gioia tutti i nostri cuori”, commenta il direttore generale dell'Asst di Lecco Paolo Fanini.

“Siamo riuscite a entrare in buona sintonia perché riuscivamo a comunicare in inglese – spiega l'ostetrica Raffaella Spotorno che ha seguita mamma Ivanna e l'ha aiutata a far nascere la piccola Yana -. Il travaglio e il parto sono stati molto veloci sono stati molto veloci e Yana è rimasta tutto il tempo con la sua mamma. Alla nascita ho pensato che Ivanna fosse lì da sola sicuramente non per sua scelta. È riuscita a contattare telefonicamente suo marito rimasto in Ucraina e ho pensato quanto fosse crudele questa situazione. Abbiamo cercato insieme a tutto il personale, come già facciamo, di farla sentire quanto più possibile a casa sua”. 

 

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