Invia tramite email Condividi Condividi su Instagram Effettua l'accesso col tuo utente QN Il Giorno Tutte le ultime notizie in tempo reale dalla Lombardia il Resto del Carlino Tutte le notizie in tempo reale dall'Emilia Romagna e dalle Marche Il Telegrafo Tutte le news di oggi di Livorno La Nazione Tutte le notizie in tempo reale dalla Toscana e dall'Umbria QuotidianoNet Tutte le ultime notizie nazionali in tempo reale Tweet Accedi al tuo account Clicca qui per accedere al tuo account WhatsApp Canale YouTube
Cronaca Sport Cosa fare

EDIZIONI

Abbonamenti

Leggi il giornale

Network

Quotidiano.net il Resto del Carlino La Nazione Il Giorno Il Telegrafo

Localmente

Codici Sconto

Speciali

A Mandello il cuore dei guzzisti batte forte

L'invasione di migliaia di appassionati dell’Aquila

di ANGELO PANZERI
Ultimo aggiornamento il 9 settembre 2018 alle 08:01
Guzzisti in via Parodi

Mandello del Lario (Lecco), 9 settembre 2018 - "Questa è la nostra Mecca". I fan della Guzzi sono lì, davanti allo storico stabilimento di via Parodi, quasi in preghiera, scrutano le moto di amici, si scambiano qualche idea sui modelli, anche su quelli più datati, poi entrano a visitare la galleria del vento, il museo, e soprattutto l’angolo della nuovissima V85 TT. Tutti in fila indiana, quasi ad attendere l’arrivo di una star. "Questa è la nostra Mecca - ripete Lorenzo Rizzello, 48 anni, di Pordenone -. Un guzzista non può non visitare questo stabilimento, io sono innamorato di questo simbolo".

Migliaia di appassionati, giovani e meno giovani, italiani e stranieri, si sono dati appuntamento fin dalle prime ore di ieri davanti alla Guzzi, hanno visitato la fabbrica, nata nel marzo 1921, e osservato i modelli che hanno fatto la storia del motociclismo italiano e di borgo lariano. "Negli anni ’50 a Mandello in ogni famiglia c’era almeno una persona che lavorava alla Guzzi", commentano le persone più avanti in età.

La crisi, l’avvento di nuovi marchi e case motociclistiche a livello mondiale non hanno scalfito il mito e oggi la casa dell’Aquila è ancor più forte. "Sono giunto a Mandello – racconta Diego Zanga, 50enne, di Brescia – per vedere alcuni modelli e soprattutto per conoscere da vicino la fabbrica". Migliaia di persone hanno raggiunto la località lacustre per l’Open House e sfoggiavano un biglietto con scritto “Io c’ero - settembre 2018“. "Per noi – sostiene un gruppo giunto da Firenze – è un segno di appartenenza a una casa motociclistica e a un simbolo del nostro Paese". Al motoraduno sono presenti tantissimi stranieri: svizzeri, inglesi e tedeschi su tutti.

Ovunque, nelle vetrine di negozi e locali, alle finestre delle case, moto e simbolo dell’Aquila sono in bella vista, mentre in via Parodi, dove sorgerà il Museo, sono presenti centinaia di esemplari. Tra gli appuntamenti di richiamo spiccano stand e spazi con la Custom Road che raggruppa meccanici e customizzatori e in piazza Leonardo Da Vinci sono esposti i modelli storici. Nella sala del Lido la mostra “Il Duilio e la Guzzi: storie di un amore infinito” dedicata a Duilio Agostini, collaudatore e pilota Moto Guzzi, ideatore del motoraduno di Mandello e primo presidente del Moto club. Curata dalla figlia Alis e da Margaret, compagna di vita di Duilio, ricorda a dieci anni dalle morte le sue imprese e la passione per quel simbolo che ha conquistato migliaia di persone.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.