Riccardo Micheli, 18enne di Piantedo e Daniel Ghedin, 19enne di Sorico
Riccardo Micheli, 18enne di Piantedo e Daniel Ghedin, 19enne di Sorico

Colico (Lecco) - Eala va condannata a 3 anni e 6 mesi, è la richiesta avanzata dal pm Paolo Del Grosso nei confronti di Eala Della Morte, 21 anni, accusata di aver provocato il decesso di due giovani amici – Daniel Ghedin, 19enne originario di Sorico (Como) e Riccardo Micheli, 18 anni, di Piantedo (Sondrio) – ritrovati privi di vita nel tardo pomeriggio del 26 aprile 2020.

La morte è avvenuta dopo un festino a base di alcol e droga nell’appartamento che i due giovani avevano in uso da pochi mesi in via Nazionale, a Colico. Il decesso aveva avuto grande clamore nel Lecchese e in Valtellina e molteplici erano state le ipotesi subito dopo il decesso. L’autopsia e gli esami tossicologici hanno chiarito le cause del decesso, dovuto appunto a un abuso di alcool e sostanze stupefacenti. Dopo il festino, i due ragazzi che si erano addormentati non si sono più svegliati. Nell’indagine – condotta dai carabinieri di Colico e del Comando provinciale di Lecco – erano finite due amiche ma la richiesta di rinvio a giudizio è stata formulata dalla Procura solo nei confronti di Eala Della Morte, 21 anni, residente in Valchiavenna, per la presunta cessione ai due amici di un oppoide sintetico che avrebbe provocato il loro decesso.

Ieri in aula è stata avanzata la richiesta di rito abbreviato dai difensori della 21enne – gli avvocati Manuela Gheza e Marcello Perillo – istanza che è stata accolta. L’accusa sostenuta dal pubblico ministero Pao lo del Grosso nei confronti della 21enne è cessione di sostanza stupefacente e morte quale conseguenza di altro reato. Secondo la Procura sarebbe stata proprio la 21enne, già in cura al Sert di Lecco, a cedere l’oppioide sintetico ai due amici. Infatti la giovane era seguita dalla struttura lecchese e aveva la sostanza nella propria disponibilità. Al termine della requisitoria il sostituto procuratore ha chiesto la condanna a 3 anni e mezzo di Eala mentre i difensori hanno invocato l’assoluzione perché "non è stata raggiunta alcuna prova". Il giudice delle udienze preliminari Salvatore Catalano ha aggiornato l’udienza al 16 novembre per la decisione e lettura della sentenza. Nell’udienza di ieri in tribunale a Lecco – presenti i familiari delle due vittime – c’è stata tensione. Infine l’avvocato Lucia Nulli si è costituita parte civile per i familiari di Daniel Ghedin.