Merate (Lecco), 12 aprile 2018 - Il giudice che si occupa del fallimento dell’immobiliare milanese, costato lo sfratto a una trentina di persone che alloggiano in affitto in 25 appartamenti del complesso I Pioppi di via degli Alpini a Merate, settimana prossima incontrerà i creditori che hanno chiesto lo sgombero delle abitazioni affinché vengano vendute all’asta per recuperare almeno parte dei soldi che devono ancora incassare, più di tre milioni di euroL'udienza è però fissata per il 18 aprile, cioè due giorni dopo il 16, data per la quale è previsto che i condomini abbandonino i locali. Tutti coloro che rischiano di trovarsi buttati in strada, senza un altro posto dove andare perché non sono riusciti a trovare un’alternativa, confidano quindi che l’esecuzione dello sfratto esecutivo venga rimandato a dopo la riunione in tribunale, nella speranza che vengano proposte altre soluzioni e che si raggiunga un’intesa per garantire da una parte i vari creditori, dall’altra soprattutto gli inquilini, molti dei quali hanno stipulato un contratto di affitto senza minimamente sospettare della trappola in cui sarebbero finiti.

«Dubito però che il 16 chi non se ne vuole andare spontaneamente possa essere trascinato fuori con la forza, ci sono genitori con bambini piccoli, sarebbe la prima volta in assoluto in provincia di Lecco – spiega l’avvocato Alfredo Casaletto, che rappresenta alcuni dei residenti e che anche lui, suo malgrado, è stato coinvolto direttamente nella complessa vicenda in quanto lì aveva in locazione il proprio studio legale -. Inoltre non si tratta di abusivi, sono persone che hanno cominciato a vivere lì regolarmente e che tra l’altro, come me, si sono fatte pure carico di sistemare l’immobile a scomputo canone mensile e che sono state in qualche modo truffate e raggirate perché non poteva sapere in alcun modo quello che sarebbe accaduto». Diversi condomini tra l’altro sono inoltre disponibili ad un accordo che preveda la possibilità di acquistare direttamente gli appartamenti senza che finiscano all’asta, piuttosto che la stipula di un affitto prolungato o un affitto a riscatto in modo da garantire lo stesso ai creditori di incassare quello che gli spetta. Ad oggi tuttavia nessuno ha tenuto conto della loro disponibilità, almeno di chi ha sempre pagato tutto regolarmente, dall’affitto, alle spese condominiali e alle tasse.