L’ingresso della scuola media
L’ingresso della scuola media

Merate (Lecco), 25 marzo 2019 - «Ahi sventura! Sventura! Sventura!», avrebbe probabilmente esclamato come nel suo “Conte di Carmagnola” Alessandro Manzoni di fronte ad un professore che bestemmia e sfascia le seggiole, lanciandole contro il muro in classe davanti agli alunni durante l’orario di lezione, come successo nei giorni scorsi alle medie dell’Istituto comprensivo statale di Merate, dedicato proprio al Sommo perché dai 6 agli 11 anni, tra il 1791 e il 1796, in quelle aule ha studiato sotto la guida dei padri somaschi, i quali – si legge nei suoi diari – più di una volta lo hanno schiaffeggiato e chiuso in angusti sgabuzzini per punizione.

A perdere le staffe, nel luogo dove Lisandrino – così lo soprannominavano i compagni in collegio – ha mosso i primi passi nella cultura, è stato un insegnante di ruolo 49enne con trascorsi da assessore all’Ambiente in un paese del Lario. Il prof, quando ha realizzato di aver decisamente superato il segno, si è subito “costituito” al dirigente scolastico, scusandosi con studenti e colleghi della sfuriata ingiustificata e incontrollata, spiegando di attraversare un momento di difficoltà personale e per questo di aver bisogno di aiuto prima di trascendere ulteriormente. «Il docente in questione in questo momento non è in servizio perché sta usufruendo di un periodo di congedo per malattia. Essendo lui in malattia non posso aggiungere altro per rispetto della sua riservatezza e delle sue condizioni di salute», si limita a commentare, senza tuttavia smentire, il preside reggente Dario Crippa, che ci tiene però ad escludere che il professore, al momento, sia stato sospeso o sia sotto procedimento disciplinare.

L’insegnante avrebbe cominciato a manifestare segni di nervosismo e atteggiamenti poco consoni al suo ruolo dopo che, a dicembre, un consigliere regionale pentastellato lo ha accusato pubblicamente di «insensibilità per il tema ecologista», perché, per far realizzare ai suoi alunni addobbi e festoni, ha utilizzato e chiesto loro di comperare centinaia di bicchieri in plastica: un simile attacco è stato un duro colpo basso per chi non è abituato alla ribalta e insieme è stato appunto assessore proprio all’Ambiente. Nonostante l’imprecazione blasfema e le sedie scagliate in aula, gli alunni si schierano comunque con il professore che apprezzano per la sua didattica. Lo stesso vale per la maggior parte dei genitori che puntano il dito contro il politico dei Cinque Stelle che, per un poco di propaganda elettorale, ha minato la serenità dell’ambiente scolastico.