Merate (Lecco), 13 marzo 2018 -  Nessuno avrebbe potuto salvarlo, né prevedere che da lì a qualche minuto il suo cuore avrebbe cessato di battere all’improvviso. Per questo è stato archiviato il caso di Giovanni Battista Decimo, il 71enne di Caprino Bergamasco che lo scorso marzo è morto da solo nella propria auto posteggiata nel parcheggio dell’ospedale di Merate, subito dopo essere stato dimesso dal Pronto soccorso del nosocomio brianzolo. Secondo gli anatomopatologi che hanno eseguito l’autopsia il pensionato è mancato per «morte improvvisa», né prevedibile né diagnosticabile.

Sulla vicenda i magistrati della Procura della Repubblica di Lecco avevano aperto un’inchiesta, indagando alcuni medici e operatori sanitari che lo avevano visitato e assistito prima della sciagura. In base alle risultanze dell’autopsia ma anche dell’esame della cartella clinica del paziente, a distanza di nemmeno 12 mesi dal suo avvio l’indagine è stata chiusa e l’inchiesta archiviata. I familiari della vittima dal canto loro non hanno voluto opporsi, trovando consolazione nel fatto che il congiunto non ha sofferto e che nulla è stato tralasciato per curarlo nel miglior modo possibile.

L’anziano si era presentato alle porte del reparto di emergenza poco dopo le 20 di sera di martedì 5 marzo 2017 per chiedere assistenza per posizionare meglio il proprio laringofono, una sorta di microfono che utilizzano quanti sono laringectomizzati, che cioè hanno subito un intervento alla gola. I camici bianchi di turno, dopo averlo sottoposto ad alcuni esami di routine che non hanno evidenziato nulla di anomalo, lo avevano inviato all’otorinolaringoiatra per riposizionare l’apparecchio. Pochi minuti dopo le 22 il paziente era stato infine congedato, riuscendo a percorrere tuttavia appena qualche passo, giusto il tempo di raggiungere l’auto in sosta a pochi metri di distanza per tornarsene a casa, dove però non è mai arrivato perché stroncato da un malore fulminante. D.D.S.