Merate (Lecco), 16 maggio 2018 - Se Robert Redford nell’omonimo film da Premio Oscar del 1998 nelle vesti di Tom Booker era «L’uomo che sussurrava ai cavalli», Giuseppe Passarelli, 44 anni di Merate, è l’uomo che sussurra ai cani, perché è in grado di stabilire con loro, specialmente con quelli più problematici, un rapporto unico. Basta un suo cenno del capo, uno sguardo, un gesto della mano, un bisbiglio, perché si tranquillizzino all’istante e gli obbediscano. Il suo è un vero proprio dono che condivide con quanti ne hanno bisogno. A lui si rivolgono possessori di cani irrequieti e aggressivi, persone che faticano a gestirli o semplicemente che necessitano di cani capaci di aiutarli, magari perché anziane, sole, non in grado di muoversi.

Giuseppe ha manifestato un legame speciale con gli animali fin da piccolo, ma ha realizzato di essere dotato di un simile talento solo dopo essere rimasto coinvolto ad appena 23 anni di età in un terribile incidente che da allora lo costringe su una sedia a rotelle. È stato il suo cane Thomas, uno splendido esemplare di labrador adesso 11enne, a permettergli di scoprire e sviluppare le proprie potenzialità. «Non l’ho scelto io, è stato lui a scegliermi – racconta -. Inizialmente ho temuto di non essere in grado di gestirlo per via della mia condizione fisica. Tante volte mi ha fatto cadere e tirato in terra, ma io amo le sfide, la mia esistenza è una tutta una sfida dopo ciò che mi è successo e non mi sono arreso, anzi sono diventato un educatore cinofilo abilitato, o meglio un diversamente educatore cinofilo».

Diversamente educatore cinofilo non solo e non tanto perché è diversamente abile, ma perché il suo approccio con i cani e i possessore dei cani è inedito. «Credo che per la mia invalidità mi percepiscano come un alleato – spiega -. Io trasformo le loro difficoltà, di cui cerco di conoscere le motivazioni, in potenzialità e in soluzioni. La diversità non mai è un problema, bensì una risorsa, vale per me, vale per i cani». Zeus, il suo secondo cane, un cucciolone sempre di labrador di 19 mesi, ne è la testimonianza: «Quando nel giugno 2016 è venuto con me era incontrollabile, distruggeva ogni cosa; adesso sta imparando ad accendere e spegnere le luci, portarmi bottigliette d’acqua, camminarmi accanto senza guinzaglio, lanciare l’allarme in situazioni di pericolo». Con thomas e Zeus costituisce ormai un trio unico, i due labrador sono i suoi validi collaboratori che gli danno una... zampa a ricostruire l’equilibrio spezzato tra i cani e i padroni che si rivolgono a lui. «I cani non hanno bisogno di essere educati, devono essere accompagnati spiega -. Sono le persone che devono essere educate a non trasmettere ai cani le loro fobie e i loro problemi».