L’INTERVENTO Vigili del fuoco, soccorritori e carabinieri arrivati sull’incidente. Sotto Arialdo Villa

Merate, 15 agosto 2018 - E' ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione del San Leopoldo Mandic Arialdo Villa, 89 anni, patron di quella che era la Beton Villa di Brugarolo, che nel primo pomeriggio è stato travolto da una legnaia che gli è crollata addosso. L’incidente si è verificato all’interno del parco della sua villa di Cicognola.

L’ex imprenditore, fondatore del colosso brianzolo dell’edilizia e delle costruzioni dichiarato poi fallito, stava effettuando alcuni lavori di manutenzione in un appezzamento di terreno nell’angolo del giardino della sua proprietà per ripulire un prato dalle erbacce. Si trovava vicino ad una sorta di capanno di fortuna costruito in lamiera utilizzato come rimessa per gli attrezzi, deposito di ciocchi di legno e serra. Con lui, al volante di un trattore, c’era all’opera pure un amico, un contadino 69enne di Olgiate Molgora, il quale, nell’effettuare una manovra, ha inavvertitamente urtato con il mezzo agricolo una trave portante del capanno che è franato addosso all’89enne, investito in pieno dal peso dei detriti e da schegge di vetro e di metallo. Il 69enne, che successivamente ha raccontato e ricostruito la dinamica ai carabinieri, ha immediatamente chiesto aiuto e ha cominciato a liberarlo dalle macerie della baracca. Sul posto in pochi minuti sono arrivati i sanitari del 118 e i soccorritori della Crore rossa italiana, insieme ai vigili del fuoco volontari del distaccamento cittadino. Dopo le prime cure l’anziano industriale è stato trasferito d’urgenza in ambulanza al vicino ospedale, dove i medici di turno al Pronto soccorso hanno stabilizzato i parametri del paziente e lo hanno sottoposto a tutti gli accertamenti del caso, tra cui l’esame della Tac.

li sono stati riscontrati diverse fratture, politraumi, ferite su tutto il corpo e varie lesioni. Per questo è stato ricoverato in Terapia intensiva. Non versa in imminente pericolo di vita, ma è tenuto sotto stretta osservazione e la prognosi resta riservata, inoltre probabilmente dovrà essere pure sottoposto ad un intervento chirurgico per ridurre le fratture riportare. Uno dei primi ad accorrere sul luogo del crollo per sincerarsi delle delle sue condizioni è stato il figlio 59enne Massimo Oreste Villa, che il 24 novembre 1987, proprio fuori dalla dimora di famiglia, a poche decine di metri di distanza dall’incidente, fu rapito da alcuni sequestratori di persona, che lo liberarono in Aspromonte solo sette mesi più tardi, dopo che il padre riuscì a pagare un riscatto miliardario.