Isis (Olycom)
Isis (Olycom)

Milano, 5 dicembre 2016 - Una donna di cittadinanza albanese residente a lecco dopo un percorso di radicalizzazione durato qualche mese, nel dicembre 2014 aveva abbandonato il marito e le due figlie per recarsi in Siria, assieme al figlio minore, e arruolarsi tra i militanti dell'Isis. Ora, dopo indagini dei carabinieri del Ros, nei confronti della donna è stato emesso un provvedimento cautelare. Era stato il marito, anche lui albanese, a denunciare ai carabinieri la scomparsa della donna e del figlio. Le indagini dei carabinieri del Ros sono state coordinate dalla Procura distrettuale antiterrorismo di Milano. 

Nell'ordinanza di custodia cautelare a carico della donna, firmata dal Gip di Milano Manuela Scudieri, viene contestato il delitto di associazione con finalita' di terrorismo internazionale. L'indagine del Ros, coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e dal sostituto Alessandro Gobbis, ha ricostruito il percorso di radicalizzazione intrapreso dalla donna e che l'ha portata a decidere di partire per la Siria con il figlio ancora bambino. Proprio il figlio, che la donna avrebbe mandato in un campo di addestramento per imparare anche la lotta corpo a corpo, descrive la madre come un combattente: "È vestita che sembra una ninja" avrebbe detto il piccolo. "Ho paura perché ci sono gli aerei che lanciano le bombe" avrebbe poi confidato al padre il bimbo.

L'albanese consultava video e materiale propagandistico diffuso sul web, pubblicato da esponenti dell'organizzazione riconducibile allo Stato Islamico. Un affare solo di credo politico e religioso? Non esattamente. Dietro la scelta di Valbona Berisha di arruolarsi c'era anche una componente sentimentale: la donna si era innamorata di un suo reclutatore, che però aveva visto soltanto in video. In sostanza, sarebbe stato un innamoramento virtuale che per diventare reale aveva bisogno di una vera conoscenza. Da qui la decisione di raggiungerlo per sposarlo.

Gli investigatori hanno tracciato anche l'itinerario seguito dalla donna per raggiungere la Siria, anche sfruttando appoggi nell'area balcanica: giunta in Turchia, si e' unita a un nucleo familiare proveniente dalla Bosnia, anch'esso partito per portarsi in zona di guerra. L'analisi del materiale informatico rinvenuto dai carabinieri e sottoposto a sequestro ha consentito di rilevare una considerevole quantita' di video di predicatori estremisti che incitavano al Jihad. Il marito albanese della donna, rimasto con le due figlie in provincia di Lecco, ha piu' volte tentato di entrare in contatto con la moglie, soprattutto per ottenere il ricongiungimento con il figlio. 

Il predicatore macedone Omer Bajrami, i cui filmati sono stati ritrovati nel computer di Valona Berisha, avrebbe avuto contatti telefonici anche con la foreign fighter italiana Maria "Fatima" Sergio.