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6 mag 2022

Lotta alla ’ndrangheta Chiusa l’officina della droga in città

Il prefetto ha firmato la sua prima interdittiva antimafia

daniele de salvo
Cronaca
Il prefetto di Lecco, Sergio Pomponio
Il prefetto di Lecco, Sergio Pomponio
Il prefetto di Lecco, Sergio Pomponio

LECCO

di Daniele De Salvo

L’officina dei narcos della ‘ndrangheta a Lecco è stata chiusa. È la "Nuova carrozzeria lecchese" di via Tagliamento, dove Roberto Mandaglio, pescatese di 43 anni arrestato lo scorso novembre nella maxi operazione antimafia "Cavalli di razza", coordinata dai magistrati della Dda di Milano, invece che riparare le auto le imbottiva di cocaina da smistare Italia e anche oltre confine in Svizzera.

Lì inoltre convocava le "le riunioni dei sodali", si legge negli atti di una delle tre distinte inchieste costate le manette complessivamente a 113 persone tra Lombardia, Calabria, Toscana e cantoni elvetici, indagate per estorsione, riciclaggio e l’importazione all’ingrosso di polvere bianca dal Sudamerica. A ordinare la serrata è stato il prefetto di Lecco Sergio Pomponio, insediatosi da neppure un mese, ma che non ha perso tempo a firmare la sua prima interdittiva per mettere subito in chiaro che renderà difficile il "lavoro" ai picciotti della criminalità organizzata. "Continua l’impegno della Prefettura di Lecco e dei componenti del gruppo interforze antimafia per la prevenzione e il contrasto alle infiltrazioni nell’economia della criminalità organizzata sul territorio della provincia", ribadisce per lui in una nota il capo di gabinetto Marcella Nicoletti.

È la 27^ interdittiva antimafia in provincia in 24 mesi: sono stati chiusi perché gestite direttamente da boss e picciotti oppure da loro prestanome pizzerie, ristoranti, bingo, un albergo, case vacanze, sfasciacarrozze, concessionarie, autonoleggi, agenzie funebri, imprese edili, un mobilificio e società di servizi. Gli accertamenti non hanno risparmiato neppure Silea, la municipalizzata dell’immondizia, che ha rischiato il commissariamento. Il legale rappresentante della " Nuova carrozzeria lecchese" è un 48enne di Bosisio che abita a Ballabio: Roberto Mandaglio risulta socio al 10% sebbene la gestisse lui. È ritenuto vicino agli uomini delle ‘ndrine di Giffone oltre che ai soliti Trovato. È stata fondata nel 2015. Conta un solo dipendente e il bilancio risulta pressoché nullo, ulteriore indizio che servisse solo base logistica per le spedizioni di coca.

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