Coltello (Archivio)
Coltello (Archivio)

Lecco, 17 ottobre 2021 – Gemellini della rapina in azione in centro a Lecco. Ieri due gemelli ivoriani di 15 anni hanno aggredito e minacciato con un coltello due studenti italiani  di 14 anni. Li hanno obbligati a consegnare loro la paghetta della settimana, per un bottino di nemmeno 30 euro. “Dateci i soldi o vi sgozziamo”, hanno ringhiato contro le loro vittime i due baby gemelli della rapina, puntando e premendo alla gola i coltelli. E' successo sabato pomeriggio sotto i portici della chiesa della piazzetta Santa Marta. All'imboscata ha partecipato anche un 17enne tunisino, sembra con il compito di palo.

I tre hanno prima circondato i due ragazzini più piccoli, poi li hanno spintonati in un angolo al riparo dagli sguardi di eventuali passanti e testimoni e infine li hanno rapinati all'arma bianca. I due amici più giovani, terrorizzati e senza nessuno a cui chiedere aiuto, non hanno potuto altro che vuotare le tasche e i portafogli e consegnare i soldi che avrebbero voluto spendere per un sabato pomeriggio in compagnia tra le vie del centro di Lecco.

La "latitanza" dei gemellini e del complice è comunque durata molto poco. Nel giro di breve i carabinieri della compagnia di Lecco li hanno infatti identificati e rintracciati tutti. Hanno anche recuperato i soldi. I due gemelli di 15 anni sono stati arrestati: l'accusa per loro è di rapina aggravata in concorso e adesso si trovano in un centro minorile di prima accoglienza per adolescenti di Torino, su ordine dei magistrati della Procura della Repubblica per minorenni del tribunali di Milano. Il 17enne, che nemmeno avrebbe dovuto mettere piede a Lecco, perché su di lui pende un daspo urbano, se l'è cavata con una denuncia.

Nella notte a Margno un 19enne è stato invece massacrato di botte durante una rissa scoppiata rissa fuori da un bar, innescata probabilmente dal troppo alcol. Gli amici lo hanno accompagnato direttamente in ospedale a Lecco in auto, senza allertare i soccorritori del 118. Il 19enne dovrà essere sottoposto a un intervento di chirurgia maxillo-facciale per ricomporre le fratture delle ossa del volto, perché chi lo ha picchiato gli ha letteralmente spaccato la faccia. Sulla vicenda indagano i carabinieri per cercare di ricostruire la vicenda e identificare chi ha partecipato alla scazzottata finita nel sangue.