Lo spauracchio dei voti
Lo spauracchio dei voti

Lecco, 8 novembre 2018 - La professoressa Graziella Megna ha vinto in Appello la causa contro il “Bertacchi” di Lecco sul provvedimento disciplinare firmato dal dirigente scolastico del noto istituto lecchese. La vicenda risale al 2015, quando la professoressa venne accusata da una studentessa di aver cambiato un voto. I genitori denunciarono la docente. Da lì scattò un doppio intervento: la prima coordinata dalla Procura di Lecco che portò al processo e alla condanna a 13 mesi, dove ora pende il ricorso in Appello, e la seconda a livello disciplinare da parte della direzione scolastica del Bertacchi. I difensori della docente hanno sempre sostenuto la buona fede dell’atto e chiesto prima di archiviare l’inchiesta, poi - durante il processo davanti all’allora giudice monocratico Salvatore Catalano - invocato l’assoluzione perché “il fatto non è previsto dalla legge come reato”.

Secondo i legali della professoressa Graziella Megna «Il falso in atto pubblico non sussiste in quanto il registro di classe è solo uno strumento nelle mani del docente. Non c’è stata alcuna violazione della legge». Il caso del provvedimento disciplinare nei confronti della professoressa Megna, che da quest’anno insegna Lingua e cultura inglese all’istituto Badoni, è finito prima davanti al giudice del lavoro lecchese Giovanni Gatto, che ha valutato positivamente la decisione del dirigente di Bertacchi che contestava alla docente la modifica del voto espresso sul registro. La docente non si è arresa e ha fatto una contro istanza sul provvedimento disciplinare, chiedendo di cancellare la sanzione. La I sezione d’Appello di Milano ha accolto l’istanza della docente e il Bertacchi è stato condannato a pagare le spese processuali, circa 6mila euro.