Invia tramite email Condividi Condividi su Instagram Effettua l'accesso col tuo utente QN Il Giorno Tutte le ultime notizie in tempo reale dalla Lombardia il Resto del Carlino Tutte le notizie in tempo reale dall'Emilia Romagna e dalle Marche Il Telegrafo Tutte le news di oggi di Livorno La Nazione Tutte le notizie in tempo reale dalla Toscana e dall'Umbria QuotidianoNet Tutte le ultime notizie nazionali in tempo reale Tweet Accedi al tuo account Clicca qui per accedere al tuo account WhatsApp Canale YouTube
Cronaca Sport Cosa fare

EDIZIONI

Abbonamenti

Leggi il giornale

Network

Quotidiano.net il Resto del Carlino La Nazione Il Giorno Il Telegrafo

Localmente

Codici Sconto

Speciali

Lecco, intervento all'avanguardia in ospedale

Un 48enne ha subìto un’operazione di autotrapianto di cuore

di ROBERTO CANALI
Ultimo aggiornamento il 7 settembre 2018 alle 07:10
Il dottor Amando Gamba

Lecco, 7 settembre 2018 Per tre ore  è stato mantenuto in vita dalle macchine che gli hanno consentito di respirare e hanno garantito al sangue di circolare mentre il suo cuore, tolto dal petto e inserito in una bacinella contenente acqua e ghiaccio, veniva inciso per asportare una massa di formazione anomala che era cresciuta all’interno del ventricolo sinistro. Un’operazione durata più di cinque ore e considerata tra le più difficili al mondo, l’autotrapianto, che la scorsa settimana è stato compiuto nella Cardiochirurgia dell’ospedale Manzoni di Lecco. I medici hanno asportato e poi reinserito il cuore di un 48enne che da alcuni mesi accusava forti dolori addominali.

Solo grazie ad accurati esami al Pronto Soccorso dell’ospedale Manzoni si sono resi conto che all’interno dell’atrio sinistro del suo cuore stava crescendo una formazione anomala che aveva già raggiunto una decina di centimetri di diametro, assolutamente da togliere per non compromettere la funzionalità dell’organo. A questo punto sono entrati in gioco i cardiochirurghi che si sono trovati di fronte a un vero enigma, visto che l’operazione a cuore aperto coinvolgeva la parte più posteriore e difficile da raggiungere delle quattro camere cardiache.

«All’interno dell’atrio sinistro si può accedere tramite una incisione di pochi centimetri sufficiente per riparare o sostituire la valvola mitrale, ma troppo piccola per asportare una massa di circa 10 centimetri di diametro con un’ampia e profonda base di impianto – spiega il dottor Amando Gamba, direttore del Dipartimento Cardiovascolare di Asst Lecco –. Per questo abbiamo deciso di ricorrere all’autotrapianto che consiste nella rimozione del cuore dalla cavità toracica, così da poter asportare la neoformazione dall’atrio sinistro con maggior facilità. Al termine si reimpianta il cuore con la stessa tecnica per il trapianto cardiaco, ma con qualche difficoltà in più a causa della presenza di margini di sutura più ristretti e della difficoltà di unire le vene cave». Durante l’operazione, il cuore è stato tenuto ad una temperatura di 4 gradi in un contenitore con acqua e ghiaccio, mentre la circolazione e l’ossigenazione del sangue è stata garantita dalla macchina cuore-polmoni raffreddando il paziente a una temperatura di 28 gradi centigradi.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.