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13 mar 2022

La missione del prof Aiuti e salvare profughi

Merate, in viaggio verso l’Ucraina per portare beni di prima necessità e tornare con chi scappa dal conflitto: "Spero che qualche studente venga"

daniele de salvo
Cronaca
Gli studenti dell’istituto tecnico Francesco Viganò di Merate
Gli studenti dell’istituto tecnico Francesco Viganò di Merate
Gli studenti dell’istituto tecnico Francesco Viganò di Merate

di Daniele De Salvo

Dai banchi di scuola all’Ucraina, per portare aiuti umanitari e tornare indietro insieme a chi scappa dalla guerra. Ad essere pronto a partire alla volta del confine ucraino è il professor Fabio Carlini che insegna religione al Francesco Viganò di Merate. Potrebbero andare con lui anche alcuni studenti. Con le ragazze e i ragazzi di tutto l’istituto tecnico statale brianzolo ha già raccolto una decina di tonnellate di generi alimentari e di beni di prima necessità che recapiterà personalmente ai profughi ucraini, per poi tornare indietro in Italia con un centinaio di loro. Con gli studenti ha lanciato pure una raccolta fondi per finanziare la spedizione umanitaria a cui parteciperanno pure i volontari dell’associazione ucraina Zlaghoda di Curno, provincia di Bergamo. Nell’iniziativa hanno coinvolto anche genitori, familiari e amici.

Oltre a riempire un intero camion di aiuti, in poche ore sono riusciti a raccogliere con una campagna di crowdfunding online ancora in corso circa 1.500 euro, a cui verranno aggiunte le donazioni di cui si stanno facendo carico i ragazzi. "Una risposta commovente – commenta il professore –. Il mio obiettivo è sensibilizzare i ragazzi su quanto sta accadendo e renderli protagonisti dopo i lunghi mesi di apatia in cui si sono rinchiusi a causa del lockdown. Devono rendersi conto che loro sono una risorsa e che non basta proclamare la solidarietà e la condivisione. La solidarietà e la condivisione devono essere praticate concretamente, bisogna mettersi in gioco. Per questo spero che magari qualche studente maggiorenne possa accompagnarmi".

"Vedere la guerra ci ha shoccato e ci fa sentire impotenti – racconta Giacomo Arrigoni, 17 anni, studente di quarta superiore, uno dei rappresentanti d’istituto –. Invece possiamo e dobbiamo reagire, essere attivi, fare tutto quello che possiamo, senza aspettare o demandare sempre agli altri". "Chiediamo un contributo, che può essere di qualsiasi cifra, per fare sì che questa iniziativa diventi realtà, per andare oltre alle parole – aggiungono gli altri rappresentanti d’istituto – Con questo gesto vogliamo esprimere i valori della pace nella concreta solidarietà". Anche gli alunni più piccoli della scuola media pubblica Antonio Stoppani di Lecco si stanno rimboccando le maniche. Tra domani e mercoledì raccoglieranno acqua, cibo, prodotti per l’igiene dei bimbi e farmaci. "Giovedì poi li porteremo direttamente al confine con l’Ucraina", spiega Giuseppe Caccialanza, docente referente dell’iniziativa, che seguirà il convoglio fino a destinazione.

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