La Valletta Brianza (Lecco), 20 marzo 2019 - Il primo gin prodotto in Brianza è un’esplosione. Di gusto, di aromi, di carattere. Di resine e di erbe aromatiche, messe a convivere con l’irrinunciabile ginepro, base obbligatoria di questo distillato. Caratteristiche nette, che non si disperdono nemmeno accanto agli abbinamenti più forti, e che regalano un debutto entusiasmante a questo progetto, ennesima dimostrazione delle potenzialità e della varietà di risorse del territorio brianzolo e del Parco di Montevecchia. Alle prime duemila bottiglie di Tom Time Gin dell’annata 2017, si è arrivati dopo un anno di selezioni botaniche e di prove e di continue messe in discussione del risultato. Il progetto, presentato ora, è partito nella primavera del 2016 da Claudia Crippa, produttrice vinicola dell’azienda La Costa e presidente del Consorzio Igt Terre Lariane, Davide Marelli, botanico ed enologo, e da Luca Bennato, tecnico della produzione ed enologo.

Hanno iniziato a selezionare una serie di piante botaniche del territorio, procedendo a prove di macerazione e distillazione, con l’idea di creare un prodotto che sapesse concentrare e valorizzare questo territorio. Fino ad arrivare al confronto con Giacomo Mojoli, ex vicepresidente internazionale di Slow Food, grande depositario della cultura enologica. Dalla chiacchierata con lui, è scaturita la convinzione di dover puntare sul rosmarino di Montevecchia come elemento caratterizzante, non solo per le sue caratteristiche di freschezza mediterranea, ma anche per la sua valenza simbolica legata all’economia, alla produzione e all’immagine del territorio collinare. Una pianta che in questo momento è protagonista di una forte riscoperta, oltre che di un investimento produttivo e culturale. È stato affiancato alla complessità del legno di abete rosso, alla nota fortemente balsamica delle pigne di cipresso, ai sentori floreali della regina dei prati, rara erba spontanea la cui fioritura si concentra solo in poche settimane, e infine al ginepro, la cui freschezza e presenza caratterizza il gin. Dal mix di distillazione e macerazione, sviluppato con una trentina di prove, è nato un concentrato di territorio, con il quale il Parco di Montevecchia si propone tra i primi a livello nazionale, in un momento in cui la produzione del gin sta sbarcando in Italia come mai era accaduto prima.