La polizia alla Gilardoni Raggi X
La polizia alla Gilardoni Raggi X

 Mandello, 13 aprile 2016 - Ferie e permessi negati, vessazioni continue e una tensione quotidiana sul posto di lavoro ai limiti dei maltrattamenti. Sono quanto hanno raccontato i lavoratori (o ex) della Gilardoni Raggi X che avevano deciso di rivolgersi ai sindacati perchè ormai stanchi della situazione che si era venuta a creare. Per cercare di trovare una soluzione bonaria nei giorni scorsi il prefetto Liliana Baccari aveva invitato le parti a un incontro, al quale i vertici della storica azienda di Mandello del Lario non si erano presentati. Un fatto mia accaduto, come aveva avuto modo di sottolineare in una nota ufficiale il capo di gabinetto Stefano Simeone. Come mai era accaduto che in via ingegner Arturo Gilardoni - lo storico fondatore e padre di Cristina, attuale presidente dell’azienda di famiglia - arrivassero le auto della polizia con una quindicina di agenti in tutto, accompagnati da personale dell’Asl e da funzionari del Dipartimento provinciale del lavoro a cui le denunce erano giunte e che a loro volta le avevano girate in Procura.

Su richiesta della Procura stessa gli inquirenti hanno raccolto materiale e acquisito informazioni utili a verificare le accuse mosse nei confronti dei vertici aziendali. Si parla di possibili violazioni del contratto di lavoro, se venisse provato che davvero la proprietà negava permessi per malattia e ferie. Sul fronte penale si indaga per l’ipotesi di maltrattamenti, peraltro diretta conseguenza del primo assunto, ovvero del crescere del malcontento all’interno dell’azienda con gli atteggiamenti vessatori e punitivi che avrebbero portato, in alcuni casi, a veri e propri scontri fisici tra i soggetti coinvolti. Tutte ipotesi che nemmeno il legale dell’azienda, l’avvocato Roberto Mulargia, si sente per ora di confermare nè smentire. Il sindaco di Mandello Riccardo Fasoli intanto esprime amarezza: «Siamo di fronte a un’azienda da un punto di vista del mercato sana e con un grande potenziale ma con una gestione allucinante che mette a rischio il lavoro di tutti. Abbiamo cercato di mediare una soluzione ma i risultati li abbiamo visti. Quello che è successo non fa piacere, possiamo solo sperare che serva a risolvere una problematica che preoccupa tante famiglie».