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4 mag 2022

"È fuga dei giovani dai fornelli"

Lecco, Vincenzo Di Bella guida l’associazione cuochi e camerieri: non sono disposti a lavorare nelle festività

daniele de salvo
Cronaca
Un momento della serata conviviale nel ristorante da “Orestino“ con le premiazioni degli chef
Un momento della serata conviviale nel ristorante da “Orestino“ con le premiazioni degli chef
Un momento della serata conviviale nel ristorante da “Orestino“ con le premiazioni degli chef

di Daniele De Salvo

Non ci sono più cuochi né camerieri. Quelli che c’erano sono stati costretti a trovare un altro lavoro durante il lockdown da Covid e, ora che i locali hanno riaperto, non vogliono più tornare indietro perché gli orari in un supermercato o in una gastronomia di un centro commerciale sono migliori di quelli di un ristorante. I giovani invece, nonostante affollino le aule degli alberghieri e dei centri di formazione professionale, preferiscono da subito dedicarsi ad altro.

"Quando capiscono che si tratta di mestieri di sacrificio e che non ci sono sabati, domeniche e festivi, lasciano subito perché preferiscono il divertimento", commenta Vincenzo Di Bella, cuoco di 58 anni, presidente dell’Associazione Cuochi di Lecco e provincia, che ha cominciato con la gavetta nel 1978 per diventare poi uno degli chef più ricercati del territorio.

"Prima eravamo 160 soci, ora siamo in 85 – spiega -. Da dopo la pandemia si fatica a trovare associati, perché mancano cuochi e camerieri. Siamo stati decimati, molti hanno dovuto cambiare professione, mentre i ragazzi scelgono altro quando comprendono i sacrifici che li attendono". Secondo lui non è questione di stipendio, né di contratti: "Sebbene nessuno regali nulla, chi è in gamba e merita guadagna", assicura. Semmai è una questione di diverse mentalità e priorità rispetto al passato, oltre che, a suo avviso, di alcune trasmissioni televisive: "Il nostro è un mestiere dinamico, di fantasia, sempre diverso, ma che deve piacere al 200%, perché si sta sempre in piedi, richiede elasticità e in cui si lavora quando gli altri fanno festa".

Per questo chi resiste merita un premio, proprio come Beatrice Bergamini, Mario Bianchin, Paolo Sesana, Arden Maglia e Maurizio Lazzarin, insigniti l’altra sera, durante la cena di primavera tra gli associati, del Corum, l’onorificenza al merito professionale agli chef che hanno più di 40 anni e da almeno un quarto di secolo di carriera. Riconoscimenti sono stati assegnati pure a due ex docenti in pensione: Ciro Vitiello del Cfpa di Casargo e Giovanni Cantoni dell’Aldo Moro di Valmadrera, "gli ultimi due maestri dall’arte culinaria, che hanno insegnato agli allievi la professione del cuoco". La conviviale si è svolta da "Orestino", in omaggio al cuoco Romeo Curti, Orestino appunto, scomparso lo scorso dicembre all’età di 81 anni.

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