L’esondazione della diga di Pagnona nel luglio 2019
L’esondazione della diga di Pagnona nel luglio 2019

Dervio (Lecco), 19 ottobre 2020 - Il Varrone come il Vajont e Dervio come Longarone. Se la diga di Pagnona cedesse e il lago artificiale tracimasse in maniera incontrollata dal bordo dello sbarramento sotto la pressione di una improvvisa ondata di piena o per un terremoto, si conterebbero a valle almeno un migliaio di morti, l’attraversamento della linea ferroviaria Lecco – Sondrio e gli altri quattro ponti compresi quelli della Sp 72 e della Sp 67 verrebbero spazzati via, i piloni del viadotto della Super 36 non reggerebbero alla violenza dell’acqua e alla colata di detriti e non resterebbe più traccia dei turisti ospiti nelle 270 piazzole complessive per camper e tende, le 26 camere e i 12 bungalow dei due campeggi in riva al lago. Si verificherebbero inoltre frane e ulteriori alluvioni anche lungo tutti i 12 chilometri di corso del torrente tra l’impianto idroelettrico e la foce con pesanti conseguenze anche a Pagnona, Casargo, Bellano e Sueglio.

Si tratta di una scenario catastrofico descritto fin nei minimi particolari che si possono prevedere in base agli studi idrogeologici e sull’esperienza in presa diretta maturata durante l’alluvione del 12 luglio 2019 nel nuovo Ped, acronimo di Piano di emergenza della diga di Pagnona, presentato in settimana dal viceprefetto e capo di gabinetto Marcella Nicoletti. Alla riunione hanno partecipato i vertici delle forze dell’ordine, funzionari di Regione Lombardia, Villa Locatelli, Rfi e della Navigazione del Lario, i gestori della diga, i rappresentanti della Comunità montana e i sindaci dei paesi interessati, un parterre che indica l’importanza e la complessità dell’argomento.

«Il Piano di emergenza della diga di Pagnona riporta gli scenari riguardanti le aree potenzialmente interessate dall’onda di piena, le strategie operative per fronteggiare una situazione di emergenza, il modello di intervento e le specifiche attivazioni organizzate in fasi – spiega Marcella Nicoletti -. La diga di Pagnona è inserita nell’elenco delle “grandi dighe’’ a scala nazionale come una delle dighe di massima priorità". Il nuovo piano di protezione civile è stato al momento validato insieme a tutte le meticolose indicazioni pratiche da seguire per lanciare l’allarme, evacuare le persone a rischio ed impedire che il Varrone diventi un nuovo Vajont e Dervio faccia la fine di Longarone.