Dervio (Lecco), 19 aprile 2019 – Rumore e polvere in mezzo alle case a qualsiasi ora del giorno e della notte a Dervio.

IL CANTIERE - Per quanti abitano nella zona della stazione riposare e respirare aria pulita sta diventando una missione impossibile da quando a gennaio l'area è stata trasformata in un cantiere ferroviario per stoccare e movimentare pietre e sassi destinati alla sistemazione della massicciata dei binari della linea che collega Lecco e Sondrio. La situazione inoltre sembra destinata a peggiorare ulteriormente, sia per la bella stagione ormai alle porte, quando si tengono aperte le finestre, sia perché 'attività è stata ulteriormente prorogata.

LA SITUAZIONE - Da contratto, oltre che in base alle normative e al buon senso, intanto operai e tecnici dovrebbero cercare di limitare al minimo i rumori, ad esempio tenendo in funzione i macchinari lo stretto indispensabile, specialmente la sera. Dovrebbero pure innaffiare la zona con acqua per abbattere la nuvola di polvere che si leva e si infila ovunque. Così purtroppo a quanto pare non è. Locomotori e ruspe sono in funzione con il motore a pieno regime pressoché sempre e nessuno bagna le pietre per impedire che si sviluppi la colonna di polvere.

LA TESTIMONIANZA - “Non è più vita – spiega Michele Gusmerini, 46 anni, il cui terrazzo, come quello degli altri condomini, si affaccia praticamente direttamente sul cantiere -. Sono un operaio specializzato ed effettuo i turni, ma dormire è un'impresa con quel frastuono -. Anche mio figlio, che frequenta la seconda media fatica a riposare. Inoltre dobbiamo sprangare gli infissi e abbassare le tapparelle, reclusi nel nostro stesso appartamento”. I numerosi video girati da lui come da altri vicini confermano quanto sostiene il 46enne.

L' ESPOSTO - Nonostante in molti abbiamo bussato alle porte del municipio per chiedere di intervenire e per ottenere il rispetto delle più elementare regole della convivenza civile, nulla cambia e non hanno ricevuto alcun aiuto concreto. Per questo è stato presentato pure un esposto ufficiale in Procura della Repubblica tramite i carabinieri. Ad occuparsi del caso sono stati incaricati i militari forestali.