I carabinieri
I carabinieri

Dervio (Lecco), 29 novembre 2020 - Ha accolto con la pistola in pugno i clienti che reclamavano le loro auto. A brandire la pistola, che nemmeno avrebbe potuto avere, e puntarla contro quanti volevano solo riprendersi le vetture consegnato per valutarle in permuta, mai più rese, è stato Giuseppe Cereghini, 59 anni, titolare con altri familiari di una concessionaria poi dichiarata fallita in un procedimento durante il quale ai soci sono stati sequestrati beni per oltre mezzo milione di euro.

A distanza di tempo, l’altro ieri gli è stato presentato il conto. Molto salato: l’arresto, per terminare di scontare una serie di condanne a 48 mesi e 15 giorni di carcere. Ad ammanettarlo sono stati i carabinieri di Colico che hanno bussato alla porta di casa sua, notificandogli un provvedimento di carcerazione per esecuzione di pene concorrenti emesso dai magistrati della Procura di Monza, perché condannato a più riprese per minacce, detenzione illegale di arma comune da sparo, bancarotta fraudolenta e appropriazione indebita, reati commessi oltre che a Dervio anche a Desio.

Il 59enne, oltre a non rendere 9 veicoli ad altrettanti clienti che gli avevano consegnato le chiavi dei mezzi affinché li valutasse per una eventuale permuta per comperare un’auto nuova, ha dovuto rispondere di insolvenza fraudolenta e truffa, perché ha firmato un assegno scoperto da 21mila euro a una delle sue vittime, che ha minacciato spianando la pistola quando si sono presentate a casa sua per chiedere indietro le auto o almeno i soldi. In seguito alle diverse condanne che si sono sommate, gli è stato notificato un “debito unico“ verso la giustizia: il concessionario fallito è ora in cella a Pescarenico.