Riccardo Micheli e Daniel Ghedin
Riccardo Micheli e Daniel Ghedin
di Angelo Panzeri Chiuse le indagini sulla morte di due giovani, Riccardo Micheli, 18 anni, di Piantedo e Daniel Ghedin, 19 anni, di Sorico, ritrovati privi di vita in un appartamento che si affaccia su via Nazionale a Colico la sera del 26 aprile scorso. La Procura di Lecco – dopo gli esiti degli accertamenti effettuati dai carabinieri di Lecco e l’esito di autopsia ed esami tossicologici – ha inviato il 415 bis nei confronti di un’amica - una ventenne...

di Angelo Panzeri

Chiuse le indagini sulla morte di due giovani, Riccardo Micheli, 18 anni, di Piantedo e Daniel Ghedin, 19 anni, di Sorico, ritrovati privi di vita in un appartamento che si affaccia su via Nazionale a Colico la sera del 26 aprile scorso. La Procura di Lecco – dopo gli esiti degli accertamenti effettuati dai carabinieri di Lecco e l’esito di autopsia ed esami tossicologici – ha inviato il 415 bis nei confronti di un’amica - una ventenne valtellinese – per il reato di cessione di quella sostanze stupefacenti che hanno provocato la morte dei due giovani.

Il legale, l’avvocato Marcello Perillo, che assiste la giovane residente in provincia di Sondrio ha quindici giorni di tempo per produrre documenti o una memoria su quanto accaduto, ma potrebbe anche essere ascoltata dal magistrato Paolo Del Grosso, che coordina l’indagine. Entro fine anno l’inchiesta sarà conclusa e la Procura trasmetterà gli atti al giudice delle udienze preliminari. Il punto di partenza dell’inchiesta è la festa che si è svolta nell’abitazione di Colico dei due giovani con altrettante ragazze, di 20 e 17 anni, residenti in Valtellina. Ai carabinieri della Compagnia di Lecco le due ragazze che quel 26 aprile erano con Riccardo e Daniel hanno raccontato che dopo la festa si ertano addormentati e non più svegliati. Sono state tempestive nel chiamare ai soccorsi, ma gli inquirenti hanno poi approfondito le ultime ore di Daniele e Riccardo, sulla base dei racconti degli amici, che hanno anche spiegato i loro legami e il tipo di vita svolgevano. Altro tassello dell’indagine l’autopsia e gli esami tossicologici, eseguiti all’obitorio dell’ospedale Manzoni sui cadaveri dall’anatomopatologo Paolo Tricomi su Daniel e Riccardo.

Sono morti per un micidiale cocktail di alcol e metadone, è quanto emerso dagli esami. I due giovani da tempo assumevano metadone e il magistrato inquirente è risalito a chi ha ceduto metadone a Daniel e Riccardo. Così è stata iscritta nel registro degli indagati la 20enne valtellinese che dovrà rispondere di aver ceduto droghe ai due. Il legale della giovane, l’avvocato Marcello Perillo, metterà a punto nei prossimi giorni la strategia a difesa della ragazza. E molto probabilmente la parola fine alla tragedia che ha sconvolto l’Alto Lario e la Valtellina non è ancora stata scritta.