Lecco, 5 giugno 2016 - Qualcosa si muove nel Lecco. Dopo giornate di buio totale, in via don Pozzi ora si intravede una luce in fondo al tunnel. Non c’è ancora nulla di certo, anzi, ma mettendo insieme piccoli indizi si può ricavare qualcosa sul futuro della Calcio Lecco. Innanzitutto Daniele Bizzozero è agli arresti domiciliari e non più in carcere. Mercoledì è stata accolta l’istanza presentata il giorno prima dai due legali Luca Marani e Massimo Schipilliti, così il patron bluceleste (accusato di concorso in bancarotta) ha lasciato San Vittore e si trova ora nella sua abitazione a Giussano. Tra lunedì e martedì poi verrà chiesta l’autorizzazione per delegare una persona cui spetterà il compito di gestire le trattative per cedere via don Pozzi. Non sono infatti i due avvocati che seguono la parte penale di Bizzozero a occuparsi della vicenda societaria.

Questo cosa vuol dire? Banalmente, che c’è qualcosa di concreto nel futuro del club. Oltre alla cordata «russa» con a capo il georgiano Gela Danelia, presentata dallo stesso presidente del Lecco poco più di un mese fa, e il manager lecchese Andrea Forgetta, spuntano nuovi nomi che parrebbero interessati all’acquisto della società. Il più gettonato ora sembrerebbe Luca Frigerio, anche lui di Lecco, imprenditore nel settore dei videopoker. E poi Angelo Battazza, titolare di un’azienda di autotrasporti, tifosissimo bluceleste, ex dirigente e nell’ultimo periodo sponsor, non sarebbe con le mani in mano, anzi sembrerebbe al lavoro per creare una cordata, sempre con imprenditori del territorio. Un grande interesse, sulla carta, che viene a galla in un momento di estrema difficoltà del Lecco, ma inesistente negli ultimi anni, quando il club necessitava di aiuto. 

Certamente il possibile ripescaggio in Lega pro, con la possibilità di maggiori introiti, è nettamente più allettante di una serie D dove, ufficialmente, si sta nel dilettantismo. Però anche quattro anni fa, dopo l’abbandono della famiglia Invernizzi e breve periodo di «regno» di Joseph Cala, parevano tanti gli imprenditori pronti a salvare via don Pozzi in estate con la costituzione della Centobluceleste, ma di fatto questa società non riuscì nell’intento di acquisire il club. Gli oltre 700mila euro di debito lasciato dalle precedenti dirigenze, a cui bisogna aggiungere le decine di migliaia di euro che servono a concludere ufficialmente la stagione in corso (compensi e spese logistiche), sono però un deterrente per l’acquisto del Lecco.